sabato, Aprile 20, 2019
Il Parco Paranoico

Cathodnatius, Ananda Mida

Mik Brigante Sanseverino Febbraio 20, 2019 Dischi Nessun commento su Cathodnatius, Ananda Mida

“Cathodnatius” è un viaggio nel mosaico variegato della nostra umanità o meglio della nostra disumanità. Il collettivo italiano, infatti, facendo leva sulle sonorità avvolgenti dei suoi brani, sulla loro intrinseca matrice psichedelica e sulle robuste divagazioni stoner rock, predilige muoversi nel torbido, nelle paludi fangose delle nostre coscienze, cercando di estirpare tutto ciò che ci avvilisce e ci spinge, più o meno consapevolmente, verso il baratro della disonestà e della menzogna.

Certo, i tempi moderni, totalmente basati sulla forma, più che sul contenuto; sull’esteriorità, più che sull’interiorità; sull’apparenza, più che sulla realtà; sulla menzogna, più che sulla verità, non aiutano gli uomini e le donne a districarsi ed emergere da questo labirinto di frustrazione, arrivismo, omologazione e perfezionismo, in cui la società neo-liberista dominante li ha imprigionati sin dai primi anni della loro esistenza. Gli Ananda Mida non hanno paura di fissare l’abisso, il buio e la negatività che vivono e crescono in ciascuno di noi, pur sapendo, a dirla con Nietzsche, che guardare questo abisso implica, purtroppo, che anche l’abisso rivolga il suo sguardo malevolo ed ostile verso di noi.

Come salvarsi, dunque? Una strada è quella della musica e dell’arte in generale, perché la musica ha il potere di risvegliare le energie più positive, ma soprattutto permette alle persone di incontrarsi, di parlarsi, di comunicare, di metter a fattor comune le proprie esperienze ed anche le proprie paure. Il viaggio degli Ananda Mida è un viaggio collettivo sotto il sole cocente e liberatorio dei loro riff desertici. Una musica che ha sia il sapore del passato, del rock più viscerale e passionale degli anni settanta; ma, allo stesso tempo, essa è completamente rivolta al futuro ed immersa nelle difficoltà esistenziali di questo nostro presente, nelle sue contraddizioni, nei tanti piccoli e grandi fascismi che tentano di limitare la libertà delle persone, lasciandole morire in mezzo al mare, lasciandole morire dentro, ogni giorno, e tentando, in tutti i modi possibili, leciti ed illeciti, e con tutte le risorse tecnologiche disponibili, di prevedere e controllare le loro scelte e quindi le loro vite.

Il catodo degli Ananda Mida attira a sé i sentimenti negativi, i passaggi più lenti ed armonici, quelli più intensi e cattivi, il loro groove, si trasformano in un cerimoniale sciamanico, il cui obiettivo è l’estirpazione del Male e la salvezza degli esseri umani, non quella ultraterrena, bensì quella che ci permetta di costruire una società più giusta, di riequilibrare la distribuzione delle ricchezze a livello globale, di liberarci dai falsi miti e dalle stupide credenze pseudo-religiose, di vedere la diversità come una crescita culturale e non come una minaccia sociale. È un percorso ostico e difficile, perché contrario a quello che è l’equilibrio attuale e quindi quelli che sono gli interessi dei potenti, ma è un viaggio che bisogna intraprendere, se non vogliamo finire tutti risucchiati e fagocitati dall’abisso abilmente descritto e suonato dagli Ananda Mida.

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico, ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). Fondatore del collettivo letterario "Baranduin" (www.baranduin.it). Responsabile editoriale della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it). Gestisce una propria pagina di resistenza poetica (www.checkpointcharlie.it).

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