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mercoledì, Agosto 21, 2019
Il Parco Paranoico

Align In The Fourth Dimension, Lamp Of The Universe

Musica liquida, dalle molteplici sfaccettature, capace tanto di evocare atmosfere lisergiche e rilassanti, quanto risvegliare i demoni inquieti che vivono nel nostro inconscio. Le influenze del misticismo e delle filosofie orientali sono evidenti, ma è anche forte l’impronta della società contemporanea, dei suoi eccessi, delle sue assurde manie, delle sue costruzioni artificiali, che, spesso, dietro l’apparente intento del miglioramento delle nostre condizioni di vita, nascondono l’obiettivo più subdolo di irretire e condizionare le nostre esistenze. “Visitors” è un’introduzione onirica, spinge gli ascoltatori ad entrare in contatto con il mondo interiore, ad abbandonare ciò che è unicamente forma ed apparenza ed a concentrarsi su ciò che è reale, sulla vera essenza delle nostre vite. La ruota psichedelica inizia a girare sempre più velocemente, “Rite Of Spheres” apre le porte alle sonorità progressive, alle contaminazioni in stile sixty, ai colori ed alle sfumature di una dimensione surreale, ma il paese delle meraviglie ha anche i suoi lati oscuri e paurosi ed è proprio con essi che dobbiamo fare i conti, se vogliamo davvero comprendere noi stessi ed il mondo che ci circonda. Un percorso difficile, quello che conduce alla luce; “Light Receiver” dimostra come la musica, soprattutto quella che è in grado di connettersi ai nostri atri e ventricoli, possa essere d’ausilio nel riscoprire nuovamente quella verità che la società di cui siamo parte, con le sue regole, con i suoi assiomi, con le sue trame, tende a nascondere ed, a volte, persino a negare.
Abbiamo bisogno di recuperare la visione delle cose, “New Forms” suona come un richiamo acustico e melodico a spostare il velo che ci impedisce di vedere sia con gli occhi, che con la mente, a cui è lasciato il compito più arduo, quello di entrare in sintonia con l’universo intero, con le dolorose scelte di “The Leaving”, con l’esoterismo che permea “Absolution”, con la voce interiore di “Call From Beyond”, la quale non ha mai smesso di parlarci, nonostante la nostra attenzione fosse rivolta altrove. Ma se non ci mettiamo davvero in gioco, se non riusciamo a rinunciare al nostro orgoglio, alla nostra stupida superiorità, alla convinzione di esser sempre dalla parte della ragione, sarà difficile ascoltare le sue parole, sarà difficile connettersi alle otto tracce di “Align In The Fourth Dimension”. Resteremo ancora soli, disallineati, sofferenti e non troveremo mai l’equilibrio delle nostre migliori stagioni, quelle di “Seasons Of Love”.

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico, ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). Gestisce una propria pagina di resistenza poetica "CheckPointCharlie" (www.checkpointcharlie.it), oltre che collaborare con la webzine "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com). Contatti: postmaster@paranoidpark.it

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