Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /web/htdocs/www.paranoidpark.it/home/wp-includes/post-template.php on line 293
domenica, Settembre 22, 2019
Il Parco Paranoico

Tool – Live @ Firenze Rocks 2019 (Firenze, 13/06/2019)

Dopo 12 anni i Tool ritornano in Europa. Una lunga attesa, nella quale il mondo è andato inevitabilmente avanti, senza controllo, e le cose sono profondamente cambiate; spesso, decisamente in peggio. I Tool, no. I Tool, come il buon vino, più passano gli anni e più migliorano. La loro musica è ancora più affilata; una lama d’acciaio che scava nella nostra mente, raggiungendo gli angoli più celati e dimenticati del cervello, per estirparne il contenuto, quello buono sì, ma soprattutto quello cattivo.

Le sonorità intricate e possenti di “Ænema” danno inizio allo show: le prime massicce note esplodono, micidiali e fragorose, nell’oscurità; poi, all’improvviso, le luci e le crude e viscerali immagini proiettate sugli schermi, sopra ed ai lati del palco, risvegliano l’arena fiorentina, trasformandola nella fornace ardente d’un vulcano.

I Tool scoprono continuamente il coperchio del baratro e ci guardano dentro; nessun dannato buco – per quanto profondo – li spaventa. Ogni singolo neurone viene rivoltato dall’interno; la musica si fa sempre più densa e sulfurea, l’ideale colonna sonora per un viaggio nell’inferno che esiste in ciascuno di noi. Un vero e proprio muro sonico si abbatte sul pubblico, le classiche “The Pot “ e “Parabola” ci conducono, tutto d’un fiato, al primo dei due nuovi brani proposti: “Descending”. Una canzone che inizia in maniera psichedelica ed introspettiva; sembra tutto così dolce, ma poi, all’improvviso, senza rendertene assolutamente conto, ti ritrovi intrappolato nella sua morsa; è così stretta, che fai fatica a respirare ed a controllare i tuoi stessi pensieri. È il momento di scendere, quindi, in quest’inferno interiore di privazioni e di paure – spesso nascoste, ipocritamente, dietro il bel nome di Dio e dei suoi precetti – e fare i conti con i nostri diavoli custodi, sempre pronti a distribuire colpe a destra ed a manca, pur di tenerci nascosta la Verità.

Le esibizioni dei Tool sono giunte ad un livello che oserei definire mistico e geniale, un mix equilibrato e sapiente di potenza ed armonia, carne e spirito, capace di entrare in sintonia con il lato passionale di ciascun spettatore presente. Questo è il loro segreto, qui sta tutta la loro magia. Maynard James Keenan, in ombra, come sempre, accanto alla batteria, scopre e svela il nostro baricentro esistenziale, lo mastica con piacere e poi lo sputa via. Perché, in fondo, questo è il nostro mondo, un mondo drogato dalle sue finte e menzognere tragedie quotidiane. Mentre noi, poveri tossici, godiamo, ogniqualvolta qualche sciocco viene trasformato nel nuovo martire, nell’agnello sacrificale che può morire sugli schermi illuminati delle nostre TV, dei nostri smartphone o dei nostri tablet e noi ce ne stiamo, tranquillamente, seduti in salotto.

Il finale, affidato a “Vicarious” e “Stinkfist”, è una sfrerzata di progressive-metal, di sonorità oscure e vibranti, di ritmiche epiche e di atmosfere maledettamente acide e psichedeliche; mentre, nel frattempo, i laser vengono lanciati a sfidare il buio oppressivo della notte e la band americana continua, imperterrita, a sputare fuori tutto il suo dolore, perché il dolore è l’unica via di cui disponiamo per salvarci e per sentirci vivi. In un certo senso, quindi, siamo dei vampiri che bramano continuamente sangue, ricordi, emozioni, storie. Accumuliamo frammenti: ammuffiti, ribollenti, affogati, non importa… tanto ogni cosa, alla fine, si sbriciolerà in un piano astrale di libidinoso piacere ed a noi non resterà che tornarcene a casa, provati e soddisfatti, in attesa del prossimo concerto dei Tool.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico, ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). Gestisce una propria pagina di resistenza poetica "CheckPointCharlie" (www.checkpointcharlie.it), oltre che collaborare con la webzine "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com). Contatti: postmaster@paranoidpark.it

Comments are closed.