giovedì, Novembre 21, 2019
Il Parco Paranoico

This Is Metallica

Mik Brigante Sanseverino Giugno 25, 2019 Playlist Nessun commento su This Is Metallica

La storia musicale dei Metallica può essere suddivisa in due parti, con il loro black album come spartiacque. Ho preferito selezionare queste 10 canzoni dalla prima fase della loro carriera: i primi quattro album più quel black album che gli consentì di raggiungere la fama mondiale. Le sonorità dominanti sono, quindi, quelle del trash e dell’heavy metal, con un occhio di riguardo al progressive metal, a cui poi si aggiunsero con il quinto album quelle atmosfere più melodiche e coinvolgenti che permisero alla band di Los Angeles di raggiungere il grande pubblico, seppur con qualche lamentela da parte dei fan della prima ora, attaccati alle ritmiche ed alle dinamiche del trash.

BLACKENED

1988, da “…And Justice For All”

Spesso i Metallica, nel corso della loro lunga carriera, hanno affrontato nei loro brani il tema della guerra. In questo brano lo fanno in maniera apocalittica: la danza dei morti sarà illuminata dal fuoco atomico, a cui seguirà un lungo inverno che cancellerà per sempre le tracce del nostro passaggio su questo pianeta. Sono convinto che i quattro cavalieri non siano stati poi così lontani dalla Verità: basti pensare, ad esempio, a Chernobyl. Ciò che ci mostrano, oggi, a 33 anni di distanza gli studi e le immagini è che la Natura ha saputo reagire e si è adattata a quello che è stato il peggior disastro nucleare della storia. Solo ad una creatura, la più pericolosa, è impossibile vivere nell’area: l’essere umano.

MASTER OF PUPPETS

1986, da “Master Of Puppets”

Il velo della nostra auto-distruzione può essere davvero sottile, proprio come un ago che inietta e mette in circolo il suo veleno. Il suo sapore è dolce, ma ci rende dei burattini, incapaci a controllare le proprie azioni ed imprigionati in un sogno falso e menzognero. Un labirinto infinito da cui non sarà più possibile uscire.

FOR WHOM THE BELL TOLLS

1984, da “Ride The Lighting”

Ancora una volta la guerra, ma questa volta non è trattata in maniera generale, esprimendo il proprio dissenso nei confronti di coloro che credono possa essere un mezzo valido per risolvere dispute e dissidi. I Metallica si lasciano trasportare dal denso fiume di parole di Ernest Hemingway e prendono parte all’azione; si schierano a fianco di quei cinque soldati che morirono su una collina, senza aver possibilità di combattere e difendersi, perché la Morte, per mano di un nemico subdolo e codardo, giunse improvvisamente dal cielo.

WELCOME HOME (SANITARIUM)

1986, da “Master Of Puppets”

Questa canzone guarda nei meandri più oscuri della nostra mente. Spesso, convinti di esser sani e normali, non esitiamo a giudicare e puntare il dito contro chiunque ci appaia diverso. Li chiamiamo pazzi, reietti, anormali; troppo strani per poter restarsene all’aria aperta. Di conseguenza è preferibile, per loro e per noi, rinchiuderli in una gabbia, convincerli che il mondo sia un posto non adatto a loro ed alimentare così la loro frustrazione, il loro dolore, la loro rabbia.

…AND JUSTICE FOR ALL

1988, da “…And Justice For All”

Questa è giustizia? Le aule della giustizia, purtroppo, sono, spesso, aride e dominate da quei martelli che riducono a brandelli la nostra umanità, i nostri sentimenti più fragili ed indifesi. Tutto quello che custodivamo nella nostra intimità ci viene portato via, messo in mostra e deriso con disprezzo. La giustizia, dunque, ha davvero abbandonato il nostro mondo?

DISPOSABLE HEROES

1986, da “Master Of Puppets”

La guerra: non esistono motivi o cause che possano renderla tollerabile o giustificabile. Mai.

THE UNFORGIVEN

1991, da “Metallica”

Il tempo scorre così rapidamente, che ci ritroviamo vecchi, intenti a volgere il nostro sguardo verso il passato per rendersi conto che non è il nostro. Non abbiamo realizzato i nostri sogni, ci siamo semplicemente fatti guidare e trasformare in ingranaggi di un enorme meccanismo ed ora che siamo vecchi ci sostituiscono con quelli che oggi sono esattamente come eravamo noi un tempo, desiderosi di avere un’auto ed una casa, un conto in banca ed un paio di settimane di ferie all’anno.

THE FOUR HORSEMEN

1983, da “Kill ‘Em All”

I quattro cavalieri dell’Apocalisse consumano e devastano il nostro pianeta. Nella versione dei Metallica si tratta di Peste, Tempo, Carestia e Morte. Essi approfitteranno del conformismo e della vecchiaia del nostro mondo (il Tempo), della debolezza del suo corpo (la Carestia), per avvelenarlo ogni giorno sempre di più (la Peste). A questo punto la Morte giungerà come la liberazione agognata. Cosa possiamo fare? Scegliere di combattere o schierarsi con loro e distruggere la Terra.

ENTER SANDMAN

1991, da “Metallica”

L’uomo di sabbia è colui che, da bambini, ci fa addormentare. Ma spesso si diverte a tormentarci con i suoi incubi nei quali incontriamo le nostre paure primordiali, quelle che non ci lasceranno mai, per tutta la vita. Certo, possiamo fingere di scordarle, di imprigionarle in qualche oscuro meandro della nostra mente, ma non appena chiuderemo gli occhi, esse saranno lì, pronte a tormentarci e darci la caccia.

THE CALL OF KTULU

1984, da “Ride The Lighting”

Ancora una volta un chiaro ed evidente omaggio letterario; in quest’ultimo brano strumentale i Metallica mettono la loro musica a servizio delle atmosfere oscure decantate da Lovecraft, a quel sacerdote – Cthulhu – il cui unico scopo è risvegliare e servire i Grandi Antichi, fare sì che il loro blasfemo dominio di sangue e paura possa governare per sempre l’Universo.

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

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