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domenica, Settembre 22, 2019
Il Parco Paranoico

Chernobyl

Mik Brigante Sanseverino Luglio 4, 2019 Parole Nessun commento su Chernobyl

A Pripyat la vita scorreva serena ed uguale a sé stessa; le coppie passeggiavano nel parco, uomini e donne svolgevano le loro quotidiane attività lavorative, i bambini giocavano, gli anziani lasciavano che il tempo si portasse via i loro ricordi, che, spesso, erano tormentati e impregnati del sangue della guerra. E proprio mentre la città era immersa nel sonno, nella centrale dedicata a Vladimir Ilyich Lenin si stava svolgendo un normale test di sicurezza al reattore numero 4.

“Chernobyl” non è stata pensata e prodotta come una serie contro il comunismo o contro quella che fu l’Unione Sovietica; non è assolutamente una serie incentrata esclusivamente sul passato e su un evento tragico che tenne l’Europa col fiato sospeso. “Chernobyl” è una storia attuale, perché è la denuncia di ciò che accade ogniqualvolta i governi – indipendentemente dal loro colore politico – si trincerano dietro le falsità e le menzogne. Possiamo dire di esserne immuni oggi? Non credo, perché oggi, come allora, i governi hanno il bisogno del consenso delle persone comuni e per farlo, spesso, costruiscono, ad arte, i nemici da combattere e gli eroi da santificare. La situazione attuale è ancora più pericolosa grazie alle enormi possibilità offerte dalla così detta tecnologia dell’informazione; oggi, infatti, è molto semplice costruire bugie o “fake news”, se più vi aggrada, e condizionare così le opinioni e le scelte di milioni di persone nel mondo. Crediamo di essere più liberi, crediamo di essere più consapevoli, crediamo di avere a disposizione tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno, ma in realtà siamo ostaggio d’una cortina, che non è più fatta di ferro, ma di bit e byte che qualcuno manipola ed utilizza a suo esclusivo vantaggio.

L’Unione Sovietica era convinta che la Verità fosse pericolosa per il popolo; cosa pensate che pensino, oggi, personaggi del calibro di Donald Trump, Vladimir Putin, Recep Tayyip Erdoğan, Kim Jong-un o i tanti piccoli, grandi leader nazionalisti in giro per il mondo? La Verità non è mai dannosa per qualcuno; la Verità può essere difficile da accettare, può essere sconveniente e perciò è ovvio che queste élite di potere, desiderose solamente di auto-sostenersi e mantenersi in vita, trovino più facile e comodo affidarsi ad una convincente bugia.

L’esplosione avvenuta a Chernobyl fu un disastro terribile, ma ciò che avvenne dopo, fu molto, molto peggio. Alcuni, una minoranza influente e potente, tentarono in tutti i modi possibili, leciti ed illeciti, di convincere la maggioranza che andasse tutto bene, che gli allarmismi erano del tutto infondati e messi in giro da chi non voleva il bene del paese. Un po’ come avviene anche adesso quando, nonostante questo pianeta stia andando letteralmente a fuoco, qualcuno cerca di convincerci che è esattamente il contrario: è normale che ogni tanto faccia un po’ più caldo e chi sostiene il contrario vuol solamente destabilizzare, incutere timori infondati e confondere le persone per bene.

La serie HBO non è solo una storia drammatica da guardare con interesse; non serve solo a farci sentire vicini, umanamente, agli sfortunati pompieri che, ignari di cosa stesse accadendo e convinti dalle autorità che si trattasse di un semplice tetto in fiamme, scambiarono grafite per comune asfalto e morirono, tra atroci sofferenze, dopo pochissimo tempo dal disastro; ma serve, soprattutto, come ammonimento per il futuro, perché i rischi, i numeri, le previsioni, le tabelle, gli studi che, spesso, vediamo scritti sui fogli di carta o sugli schermi dei nostri computer possono trasformarsi, immediatamente, senza che ce ne rendiamo assolutamente conto, in morti. E ciò non vale solo per una centrale nucleare o un ponte o qualsiasi altra opera civile, ciò vale anche per le scelte politiche, economiche e strategiche dei nostri governi, interessati solo a rovesciare regimi ostili; a distruggere, senza sentire la responsabilità morale di ricostruire e soprattutto interessati solamente a spartirsi potere e ricchezze naturali, fregandosene delle case distrutte, delle città sventrate, della gente senza più alcuna speranza che, pur di non restarsene lì a morire lentamente o finire vittima di linciaggi e violenze gratuite, preferisce affidare il proprio destino alle onde del mare o alle vorticose correnti di un fiume.

Ed oggi? Alcune stime parlano di circa quattrocentocinquanta impianti nucleari attivi nel mondo, un’altra cinquantina in costruzione, mentre le politiche sovraniste e nazionaliste – in questo momento dominanti – spingono sempre più in questa direzione – con finalità civili, ma soprattutto con finalità militari – ed aldilà delle banali frasi di facciata, non sembra che questi governanti siano particolarmente sensibili alle modifiche climatiche, al riscaldamento del pianeta, ai disastrosi eventi sismici e metereologici che sconvolgono, sempre più frequentemente, la Terra.

Oggi a Chernobyl la vita è tornata; la natura non è stata sconfitta, ma è riuscita ad adattarsi e permettere a specie vegetali ed animali di vivere e riprodursi; a tutte, tranne che ad una, la più pericolosa e auto-distruttiva: l’essere umano.

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico, ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). Gestisce una propria pagina di resistenza poetica "CheckPointCharlie" (www.checkpointcharlie.it), oltre che collaborare con la webzine "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com). Contatti: postmaster@paranoidpark.it

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