giovedì, Novembre 21, 2019
Il Parco Paranoico

Radiomuzak, Radiomuzak

Mik Brigante Sanseverino Ottobre 26, 2019 Dischi Nessun commento su Radiomuzak, Radiomuzak

Ogni uomo dovrebbe camminare guardando dritto in faccia il Sole, diceva Che Guevara. Certo, è difficile e faticoso sostenere e mantenere lo sguardo alto, il Sole non è sempre benevolo, può essere spietato nel mostrarci quelli che sono i nostri limiti e nel mettere a fuoco le nostre insane ossessioni. L’alternativa sarebbe quella più facile di tenere basso lo sguardo, sarebbe più comodo, senza alcun dubbio, ma significherebbe rinunciare alla propria dignità, nascondersi nel buio dell’anonimato, farsi ingranaggio di un meccanismo che tende a sopprimere le individualità.

In un mondo in continua trasformazione, che crea e distrugge quotidianamente i suoi miti, scegliere di esprimersi in dialetto, rapportarsi a sonorità di matrice folk-blues, recuperare atmosfere “tarumbò” care alla word music d’ispirazione partenopea, è una chiara scelta d’appartenenza ed esprime la volontà, da parte della band campana, di non cedere all’onda grossa del turbo-globalismo e del suo conseguente e nefasto riflusso sovranista.

Il pericolo, però, è quello di restare ancorati ad una cultura che, indubbiamente, è vecchia e che sembra trovarsi a proprio agio solamente tra le mura ristrette del proprio minuscolo regno e che, probabilmente, da un punto di vista politico e sociale, oltre che musicale, ha dato il meglio di sé negli anni Novanta, nella musica delle posse, nelle contaminazioni con dub, trip-hop ed elettronica, in anni in cui poteva ancora avere senso, non solo a Napoli, ma in tutta Italia, una reazione locale ad un input globale.

Un discorso così ampio esula, comunque, dai contorni di un album che resta piacevole e che incorpora elementi identitari più per una scelta linguistica, che polito-sociale, in modo da rendere testi e parole una sorta di strumento aggiuntivo subordinato alla forma-canzone più classica e che, pur mantenendosi in quelli che sono i confini dell’attuale indie partenopeo, tenta, con passione, di recuperare e fare propria, soprattutto nelle esibizioni dal vivo, tutta l’energia ed il pathos che il Sole del blues può offrire a questo nostro freddo e disperato mondo.

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

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