giovedì, Novembre 21, 2019
Il Parco Paranoico

Beyond The Blue Sky, Monarch

Mik Brigante Sanseverino Novembre 7, 2019 Dischi Nessun commento su Beyond The Blue Sky, Monarch

La cosa fondamentale è il viaggio, sembrano volerci dire questo i Monarch con il loro secondo album, proiettato, decisamente, oltre quelli che, solitamente, riteniamo essere i limiti invalicabili della nostra esistenza. Ma chi o cosa ha stabilito che debbano essere necessariamente tali?

“Hanging by a Thread” ci offre gli strumenti adatti con cui intraprendere il nostro cammino; un percorso che parte da dentro di noi e che grazie alle sonorità psichedeliche della band francese, cariche di effetti ipnotici, di echi possenti e suoni sintetici, può essere proiettato oltre tutto ciò che definiamo possibile, normale, conosciuto, rassicurante, concreto.

“Beyond the Blue Sky” richiama, senza fronzoli, tutta una serie di grandi maestri del passato, ma i Monarch sanno dosarne l’essenza nel modo giusto, senza stravolgere le proprie peculiarità e riuscendo, in tal modo, a mantenersi all’interno di un discorso perfettamente originale, anche se è innegabile non ritrovare nel loro groove influenze dei Doors, dei King Crimson e di tutta la scena psichedelica californiana degli anni Sessanta.

Sanno benissimo, però, che avvicinarsi troppo al Sole può significare bruciare e terminare prematuramente il proprio viaggio; il limite tra il bene ed il male è sempre molto sottile e potremmo attraversarlo senza renderci assolutamente conto di cosa stiamo facendo. Ciò dona alla loro musica una certa inquietudine; ogni passo potrebbe, infatti, essere fatale, ma ciò nonostante i ragazzi hanno voglia di andare avanti: è tutto così misterioso; è tutto così puro ed inesplorato. Sembra di vederli mentre compiono i loro primi passi in quel luogo mistico.

“Pangea”, infatti, è la riscoperta delle nostre origini ancestrali, dei groove blues nascosti sotto la sua superficie, ma è anche una dimensione epica in cui ciascuno di noi può ritrovare ciò che credeva di aver perduto per sempre. Viaggiare, in fondo, significa anche ritrovare e ritrovarsi ed è forse l’unica vera magia di cui è capace l’essere umano e che gli consente di far tornare indietro il tempo e di donare nuovo vigore al nostro spirito. Una magia che nel brano finale del disco, “Felo De Se”, si fa pulsante e corposa, mentre nel frattempo le atmosfere lisergiche del brano richiamano tutto il calore ed il sapore di un’esibizione nel bel mezzo del deserto.

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

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