venerdì, Settembre 24, 2021
Il Parco Paranoico

Witch Of The Future, Black Road

Mik Brigante Sanseverino Dicembre 12, 2019 Dischi Nessun commento su Witch Of The Future, Black Road

La band americana trasforma il blues tormentato e sanguigno del primo brano dell’album, “Purgatory”, in un tenebroso e tagliente magma metallico ed incandescente che, a partire dal secondo brano “Radiation”, scorre via, via lungo tutto il disco.

Questo nuovo lavoro dei Black Road, “Witch Of The Future”, scava, infatti, nelle profondità più calde della terra, alla ricerca delle radici blueseggianti, focose e sabbatiche delle proprie sonorità, senza, però, perdersi in un tempo che ormai è solo passato, ma restando ben ancorata al nostro torbido e spesso statico presente.

Gli assoli di Tim M., le dinamiche vocali di Suzi Uzi e soprattutto le trame stoner, doom e psichedeliche sulle quali i Black Road intrecciano e sviluppano le proprie canzoni sono finalizzate a dare una scossa a questo nostro tempo presente e non ridurlo, semplicemente, come succede, in una serie di giorni tutti uguali tra loro; giorni che si susseguono, senza che noi riusciamo a rendercene conto, perché troppo immersi nelle paludi oppressive della nostra quotidianità, impegnati a restare il più possibile a galla e non soffocare, sepolti sotto una miriade di orari, di impegni, di incontri, di attività che non significano assolutamente nulla. Finché, un bel giorno, non ci saremo più.

Dobbiamo, quindi, ritenerci davvero fortunati se possiamo vedere il domani, se ci viene data l’opportunità di vivere un altro giorno e dovremmo, quindi, spenderlo nel migliore dei modi possibili, coltivando ciò che ci fa stare bene e ci soddisfa, non certo imitando dei modelli pre-costituiti e imposti, per lo più, dall’alto. La nostra epoca, nonostante la potenza dei mezzi di comunicazione, la possibilità di raggiungere chiunque in qualsiasi parte del mondo, è un’epoca profondamente individualista, alienante e incapace di comunicare empatia. Spesso, sembra di vivere circondati dal vuoto; l’importante, però, è non lasciare la presa, ma credere fermamente nei propri progetti perché il mondo, oggi, è immenso: non è più la mia strada o il mio quartiere o la mia città; e là fuori c’è sicuramente qualcuno che coglierà ogni parola, ogni nota, ogni emozione che gli stai trasmettendo proprio adesso, in questo preciso momento, mentre la puntina segue il solco del vinile.

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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