domenica, 25 Ottobre, 2020
Il Parco Paranoico

The Archer, Alexandra Savior

Mik Brigante Sanseverino 23 Gennaio, 2020 Dischi Nessun commento su The Archer, Alexandra Savior

Elaborare qualcosa che è stato causa di sofferenza è un’operazione difficile perché devi fare i conti con i tuoi sensi di colpa, con i tuoi limiti personali, le lacrime versate – il più delle volte inutilmente – e soprattutto con i tuoi errori. È un percorso irto di ostacoli, ma quando arrivi finalmente alla fine, ti senti di conoscere meglio te stesso ed è il momento, allora, di ridefinire il modo con cui affronti la vita e ti relazioni agli altri.

Spesso ci attacchiamo a situazioni, persone o cose che siamo convinti ci facciano bene e siano fondamentali per il nostro equilibrio, ma poi, dopo il processo di rielaborazione dei nostri stessi sentimenti e delle nostre emozioni, concludiamo che stavamo solo vivendo qualcosa di malsano, eravamo finiti in una palude e stavamo lentamente, ma inesorabilmente, affogando.

È cosi che nasce questo secondo album di Alexandra Savior, da Portland, nell’Oregon, come una sorta di cammino interiore verso l’accettazione ed il ritrovato equilibrio: da un lato, quindi, Alexandra dà vita ad atmosfere cinematografiche e spettrali, cariche di tensione e malinconia, nelle quali l’abbandono, la solitudine ed il dolore assumono vera e propria consistenza materiale; dall’altro il disco nel suo insieme è sferzato dai venti della speranza, dalla voglia di tirarsi fuori dalla palude e riprendersi la propria libertà. È l’unico modo di guarire dall’isolamento nel quale ci siamo rifugiati.

Non è un cammino lineare ed il disco, a volte, ne risente: ci sono momenti di stallo, ma tutto sommato la suadente e coinvolgente voce dell’artista americana, che passa dall’essere calda, limpida e sognante, all’essere dolente, torbida e meditativa, unita al suo interessante e fresco song-writing,  si sposa, con naturalezza, alle diverse sonorità che convivono nel background: il trip-hop, che pulsa dalle ferite aperte nello spirito, si mescola a panorami e scenari dream-pop retrò ed accattivanti ed il cielo, che era grigio, metallico e pesante, si fa pian, piano sempre più terso.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.