sabato, 29 Febbraio, 2020
Il Parco Paranoico

Flogging A Dead One Horse Town, Flogging A Dead One Horse Town

Lo spirito lo-fi del duo neozelandese dei Flogging A Dead One Horse Town mescola noise rock e sonorità industrial, hardcore-punk e krautrock per dare vita ad un omonimo EP che fa delle distorsioni, delle amplificazioni, degli squilibri, dei suoni saturi di feedback e riverberi il suo aspetto più caratteristico.

Le voci, laddove sono presenti, sembrano provenire da un abisso remoto ed oscuro nel quale non esiste alcuna certezza, alcun appiglio cui potersi aggrappare: nessun buon Dio, nessuna preghiera, nessuna mano gentile da stringere nel buio, quel buio nel quale crescono e si rafforzano le nostre peggiori paure ed ossessioni. Guerre che stravolgono la vita delle persone comuni, cambiamenti climatici rapidi ed improvvisi, una forbice sempre più ampia tra quella ristretta minoranza che controlla quasi tutte le ricchezze del pianeta ed la larga maggioranza che tenta di arrangiarsi e che diventa, da un lato, sempre più divisa, cattiva ed arrabbiata, e contemporaneamente, dall’altro, sempre più debole, avida e precaria. Ovvio, dunque, che la colonna sonora del nostro mondo, oggi, sia qualcosa, che come il brano iniziale dell’EP, “Romantic Dusk Salad: Part A – Glazed”, ti morde  e ti da la caccia, in maniera tale da poterti intrappolare in uno spazio angusto, minaccioso ed assordante, nel quale la musica si fa terribilmente feroce ed ogni singolo suono acquista la forza concreta di un pugno nello stomaco. Sì, è vero, questi colpi potrebbero ammazzarci, ma potrebbero anche, finalmente, permetterci di riaprire gli occhi e vedere la misera e subalterna condizione nella quale ci siamo ridotti ormai a sopravvivere. Non si tratta di vita, ma, appunto, di sopravvivenza.

Il groviglio sonico, nel quale ci sentiamo incatenati, ha un po’ il sapore industriale dei Nine Inch Nails ed un po’ quello tagliente che dei Basement Jaxx, passando attraverso le dinamiche frenetiche e massicce che hanno caratterizzato alcuni lavori di Steve Albini. Ciò che non bisogna mai perdere, però, è la voglia di stupire e soprattutto di lottare, di creare nuova bellezza dalle macerie, così come accade quando il duo Tim Roberts / David Shannon ricompone campioni di diversa natura e crea, dal caos informe e confuso del rumore più dissonante e lacerante, atmosfere e panorami sonori equilibrati e suadenti: non più singole parti difformi, divise e terminali, ma un nuovo luminoso e speranzoso inizio.

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

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