martedì, 20 Ottobre, 2020
Il Parco Paranoico

Chi suonerà per noi? [Marsia ed Apollo]

Marsia era un musicista devoto alla dea madre Cibele, suonava il flauto ed affascinava così tanto i più umili, i più deboli, i più soli ed emarginati, confortandoli dal dolore quotidiano, che questi iniziarono ad acclamarlo e venerarlo come fosse un vero e proprio dio. E si convinsero così tanto della sua grandezza, che iniziarono a sostenere che egli fosse, addirittura, più bravo dello stesso Apollo. Marsia, ingenuo e sprovveduto, si convinse della cosa ed incominciò persino a vantarsene apertamente con chiunque incontrasse sul suo cammino e ad affermare che egli avrebbe potuto sfidare e battere il dio in persona.

Le sue parole non piacquero affatto ad Apollo, il quale, iracondo, sprezzante ed orgoglioso, come solo gli déi possono essere, decise di accettare la sfida. Ognuno avrebbe gareggiato col suo strumento naturale: Marsia con il flauto ed Apollo con la lira. E le Muse avrebbero svolto il compito di giuria e scelto il più bravo e capace tra i due concorrenti. Il vincitore avrebbe potuto infliggere qualsiasi pena volesse al perdente.

Ma erano entrambi eccezionali, la loro musica era splendida e le Muse, non sapendo a chi concedere la vittoria, dichiararono che era impossibile scegliere un unico vincitore, lo erano entrambi, per cui l’esito della gara sarebbe stato quello del pareggio. Il risultato non poteva andare bene ad Apollo, lui era un dio e non voleva essere  assolutamente messo sullo stesso piano di una creatura così umile ed inferiore. Se non poteva avere la meglio grazie alle sue doti di musicista, avrebbe avuto la meglio grazie alla sua furbizia. Lanciò, a sua volta, una sfida a Marsia e disse che avrebbe vinto colui che fosse stato in grado di suonare il proprio strumento al rovescio. Ciò, ovviamente, era possibile con la lira, ma non con un flauto, Marsia come avrebbe potuto rivoltare quel pezzo di legno?

E fu così che Apollo, barando, ebbe la meglio e siccome il dio non era solo asturo, ma anche particolarmente astioso e vendicativo, decise di punire Marsia scorticandolo vivo ed attaccarne la pelle ad un pino, l’albero sacro a Cibele, in modo che tutti, déi e mortali, potessero rendersi conto di quale atroce fine facevano quelli che osavano sfidare Apollo e credersi migliori di lui.

Ma ora che Marsia non c’è più, chi suonerà per i più umili, per i più fragili, per gli emarginati, per i deboli, per tutti quelli che si sentono soli ed abbandonati al proprio dolore?

Chi suonerà per noi?

Questo silenzio è la mia bandiera bianca,
il dissesto idrogeologico della mia anima,
il caso clinico su cui sparare a zero,
è il salto di qualità mancato,
l’incapacità d’intendere e volere,
il fumo lisergico della mia infermità mentale,
l’aula disadorna di un tribunale,
mentre, scorticato vivo per aver sfidato Apollo,
l’ingiustificabile richiamo dei miei affetti carnali
mi resta strozzato in gola.
(Chi suonerà per noi?)
[“IL SILENZIO“, poesia di Michele Brigante Sanseverino]

Ascolta anche la nostra playlist TRA LE ONDE OSCURE [le Sirene]

Ascolta anche la nostra playlist DOVE SUSSURRA IL VENTO [Pan e la ninfa]

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.