martedì, 2 Giugno, 2020
Il Parco Paranoico

Montage Images Of Lust & Fear, The Underground Youth

Lussuria e paura sono queste le due stelle moribonde attorno alle quali ruota l’ultimo album di The Underground Youth, progetto dall’anima mancuriana e dal cuore berlinese, che dà vita ad una compulsiva e tossica miscela di post-punk da cortina di ferro ed uno shoegaze gotico ed oscuro pieno zeppo di passaggi e vibrazioni dal sapore psichedelico, grazie anche alla chitarra aggiuntiva, su gran parte dei brani, di Kristof Hahn (Swans).

La lussuria e la paura rappresentano la triste sorte delle nostre esistenze quando vengono completamente rapite ed assoggettate da quella creatura mostruosa ed invadente, nonché famelica della nostra intimità e del nostro spirito critico, che sono i media, divinità moderna che, come avviene in “American Gods” di Neil Gaiman, hanno soppiantato ed ammazzato gli antichi dei. Internet, le TV, le console di gaming, gli smartphone, i tablet e tutte le altre diavolerie di cui ci circondiamo sia in casa che fuori, questo sempre più vasto e prepotente mondo “smart”, ci attraggono con la loro forte carica sessuale, con immagini, video, storie, narrazioni, contesti, movimenti e discorsi che vengono ideati e concepiti, ad arte, per poter intercettare le nostre voglie, emozioni e passioni recondite. Vere e proprie prigioni neuronali, che annichiliscono le coscienze, dalle quali non riusciremo più ad uscire, perché, una volta che verremo trasformati in schiavi neuro-sessuali, sarà la paura, alimentata a sua volta da un oceano di fake news e di minacce inesistenti a tenerci buoni al nostro posto.

Ma se potessimo liberarci da questa dose massiccia di sesso e menzogna, di lussuria e timore, che scorre fluida nelle nostre vene ed avvelena i nostri cuori, non troveremmo assolutamente nulla, solo precarietà, solo superficialità, solo apparenza, solamente rumore bianco. Eccolo l’orrore, quello vero, il candido e lucente vuoto che fagocita ogni cosa e che la band traduce nelle sonorità ossessive di “Sins”; in quel senso di scoramento e di fine imminente che si respira in “Last Exit to Nowhere”; nella frugalità di “This Is But a Dream”; nelle ossessioni mentali ed ipnotiche di “Blind” ed in quelle più chitarrose e taglienti di “Blind II”; nel tentativo di dare ordine alla caotica disperazione che brama possederci, consumarci e poi gettarci via. Convulsione che viene trasformata nelle amare armonie di “Too Innocent To Be True”, ballata dei tempi moderni, mentre il mostro dalle due teste affonda sempre più i suoi artigli nella carne nuda ed indifesa, per assaggiare qual è la consistenza della nostra passione, qual è il sapore del nostro terrore.  

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.