lunedì, 10 Maggio, 2021
Il Parco Paranoico

Montage Images Of Lust & Fear, The Underground Youth

Lussuria e paura sono queste le due stelle moribonde attorno alle quali ruota l’ultimo album di The Underground Youth, progetto dall’anima mancuriana e dal cuore berlinese, che dà vita ad una compulsiva e tossica miscela di post-punk da cortina di ferro ed uno shoegaze gotico ed oscuro pieno zeppo di passaggi e vibrazioni dal sapore psichedelico, grazie anche alla chitarra aggiuntiva, su gran parte dei brani, di Kristof Hahn (Swans).

La lussuria e la paura rappresentano la triste sorte delle nostre esistenze quando vengono completamente rapite ed assoggettate da quella creatura mostruosa ed invadente, nonché famelica della nostra intimità e del nostro spirito critico, che sono i media, divinità moderna che, come avviene in “American Gods” di Neil Gaiman, hanno soppiantato ed ammazzato gli antichi dei. Internet, le TV, le console di gaming, gli smartphone, i tablet e tutte le altre diavolerie di cui ci circondiamo sia in casa che fuori, questo sempre più vasto e prepotente mondo “smart”, ci attraggono con la loro forte carica sessuale, con immagini, video, storie, narrazioni, contesti, movimenti e discorsi che vengono ideati e concepiti, ad arte, per poter intercettare le nostre voglie, emozioni e passioni recondite. Vere e proprie prigioni neuronali, che annichiliscono le coscienze, dalle quali non riusciremo più ad uscire, perché, una volta che verremo trasformati in schiavi neuro-sessuali, sarà la paura, alimentata a sua volta da un oceano di fake news e di minacce inesistenti a tenerci buoni al nostro posto.

Ma se potessimo liberarci da questa dose massiccia di sesso e menzogna, di lussuria e timore, che scorre fluida nelle nostre vene ed avvelena i nostri cuori, non troveremmo assolutamente nulla, solo precarietà, solo superficialità, solo apparenza, solamente rumore bianco. Eccolo l’orrore, quello vero, il candido e lucente vuoto che fagocita ogni cosa e che la band traduce nelle sonorità ossessive di “Sins”; in quel senso di scoramento e di fine imminente che si respira in “Last Exit to Nowhere”; nella frugalità di “This Is But a Dream”; nelle ossessioni mentali ed ipnotiche di “Blind” ed in quelle più chitarrose e taglienti di “Blind II”; nel tentativo di dare ordine alla caotica disperazione che brama possederci, consumarci e poi gettarci via. Convulsione che viene trasformata nelle amare armonie di “Too Innocent To Be True”, ballata dei tempi moderni, mentre il mostro dalle due teste affonda sempre più i suoi artigli nella carne nuda ed indifesa, per assaggiare qual è la consistenza della nostra passione, qual è il sapore del nostro terrore.  

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra cui la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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