martedì, 2 Giugno, 2020
Il Parco Paranoico

Illusion Of Time, Daniel Avery & Alessandro Cortini

La musica fluttua dentro e fuori di noi, mentre i synth rielaborano le nostre percezioni fisiche, trasformando in onde sonore le nostre sensazioni e il modo con il quale ci approcciamo al tempo ed allo spazio. La corposità e l’energia che le onde acustiche possono trasmetterci è evidente nel brano iniziale del disco, “Sun”, che irradia la sua potenza e la sua luminosità nelle nostre vite, evidenziandone tanto gli aspetti più positivi che quelli più negativi e lasciando poi alle armonie malinconiche della successiva “Illusion of Time” il compito di  sottolineare la relatività di queste nostre cognizioni, mentre la ripetitività accattivante di “CC Pad” ci rammenta che, in fondo, l’esistenza non è altro che un loop infinito delle medesime stagioni, un continuo finire per poi poter iniziare ancora e poi ancora ed ancora. Il tempo non esiste ci avrebbe ricordato Albert Einstein, anche se sa essere un’illusione estremamente tenace.

La mancanza di riferimenti assoluti, l’illusoria separazione tra passato, presente e futuro, l’impossibilità di fornire spiegazioni ai nostri quesiti esistenziali, si trasformano nelle pesanti e claustrofobiche atmosfere di “Inside The Ruins”; esse sembrano uscire direttamente da un film di fantascienza orrorifico e mescolarsi con le ambientazioni oniriche e spaziali di “At First Sight” che dissolvono tutte le false certezze ed i luoghi comuni che dominavano le nostre giornate. Gli accordi ripetitivi di “Enter Exit” si trasformano in una schiuma morbida che penetra in ogni angolo più recondito, in ogni crepa, in ogni lacerazione dello spazio-tempo, prima che l’elettronica più industriale ed incisiva di “Water” prenda il sopravvento della narrazione sonora e permetta all’ascoltatore di liberarsi, finalmente, dei paradigmi indiscutibili su cui si basano la nostra società, la nostra politica, la nostra economia, perché essi rappresentano, ormai, il limite che impedisce alle singole persone di evolvere, di migliorare, di dubitare e di conoscere.

Le nostre scelte, la nostra esistenza, ciò che definiamo il nostro tempo, non deve essere necessariamente inteso e vissuto come qualcosa di estremamente lineare ed unidirezionale. Le aperture cosmiche di “Illusion Of Time”, le sue scariche elettriche, le saturazioni dei synth, gli effetti sonori, i fruscii e le dilatazioni, i passaggi più sporchi e moribondi, quelli più diluiti e rarefatti, vanno tutti assaporati perché questo è l’unico modo di cui disponiamo per vincere le illusioni ed andare oltre quella che è, spesso, la grossolanità delle nostre convinzioni.

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

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