martedì, 2 Giugno, 2020
Il Parco Paranoico

Home Live Show nr 5, #iorestoacasa

Mik Brigante Sanseverino 12 Aprile, 2020 Parole Nessun commento su Home Live Show nr 5, #iorestoacasa

VOLUME 5: “LUNGO I SOLCHI DELLA MATRICE”


In questo momento storico nel quale è necessario ed indispensabile che ciascuno faccia la sua parte, abbiamo scelto una serie di performance live che potete guardare tranquillamente restando a casa. Buon ascolto e buona lettura.

The Cure, live at Glastonbury festival (30 Giugno 2019)

Una finestra chiusa, le serrande accuratamente abbassate, un letto sfatto, un orologio fermo appeso al muro, centinaia di vinili sparsi alla rinfusa per la stanza, mentre alcune canzoni continuano a girare, incessantemente, sul piatto del giradischi: “Pictures Of you”, “A Forest”, “Disintegration”. Nel frattempo gli scienziati sono chiusi nei loro laboratori, il governo emana leggi speciali, un terremoto scuote dalle fondamenta le nostre esistenze e noi continuiamo ad incassare i colpi, uno dopo l’altro, ricordando tutto quello che poteva succedere e non è mai successo, tutto quello che potevamo trovare e che, invece, abbiamo preferito perdere tra i solchi consumati di questi vinili.  

Underworld, live at Glastonbury festival (23 Giugno 2016)

Teniamoci stretti i nostri sogni, nascondiamoli sulla faccia nascosta di questa Luna elettronica, tra ritmiche romantiche techno ed acid-house, mentre i minuti ticchettano via incuranti ed i synth destrutturano il nostro passato, ne rigurgitano ogni scoria, ogni meschinità, ogni appesantimento materiale, ogni grigiore, ogni assicurazione sanitaria, ogni immunità di gregge, per poi spalancare, finalmente, le porte ad un futuro che possa riscrivere, ex novo, i nostri equilibri, tanto quelli intimi e personali, quanto quelli sociali, economici e geopolitici, facendo sì che schermi, maschere, pregiudizi e soprattutto meri interessi finanziari non intacchino più il nostro groove. 

Lou Reed, live at Lollapalooza festival (7 Agosto 2009)

Non c’è nulla più importante della vita, in qualsiasi forma essa si presenti e si rappresenti: in un sole che tramonta tra le onde del mare; nei versi delle poesie urbane di William Burroughs o Raymond Chandler; nell’iconografia acida del punk; nell’umanità metropolitana carica di rabbia ed amarezza, ma anche di passione e speranza; nei suoni del deserto ed in quelli della factory; nel rock e nelle sue mitologie da strada, spesso fatte di crudeltà e di compiacimento, di sesso e droga, di pace ed amore, d’impegno e brucianti delusioni, il cui unico obiettivo, però, anche quando le parole sembrano pesanti, crudeli, violente e scabrose, è unicamente quello di risvegliare le nostre coscienze intorpidite dal finto benessere, assuefatte alle leggi della borsa e del mercato, perché non c’è nulla più importante della vita di una persona. Nessun idolo vale tanto, nessuna chiesa è più sacra, nessuna legge più giusta.

Nirvana, live at Paramount Theatre, Seattle (31 Ottobre 1991)

Ricordate il bambino di quatto mesi fotografato in una piscina di Pasadena, in California, mentre insegue un biglietto da un dollaro infilato in un amo da pesca? Sicuramente sì, altrimenti, probabilmente, non vi trovereste qui. Quel bimbo non sta solo abboccando all’amo, ne è attratto, come se il destino del singolo individuo fosse inevitabile, le persone e la società non sono altro che i due lati della medesima moneta, si auto-alimentano e si auto-sostengono a vicenda; se uno dei due lati viene meno, verrà meno anche l’altro. Quindi le persone, se riescono ad esserne consapevoli, possono avere un grosso potere, attraverso il proprio disappunto possono rendere inefficaci le esche che ci troviamo via, via davanti nel corso della nostra vita.

Marlene Kuntz, Cercavamo il silenzio – live at Teatro Sannazaro (3 Febbraio 2009)

Altrimenti affogheremo, sommersi da una miriade di mode e tendenze usa-e-getta, incapaci di formulare le più semplici domande. “Come stai?”; “Dove stai andando?”; “Cosa stai cercando?” Eccola, la bellezza, è fatta di spiazzante sincerità, di purezza ed onestà, del riuscire a specchiarsi negli altri e trovarci gli stessi bisogni, le stesse necessità, la stessa fragilità, la stessa voglia di rompere il silenzio e di spezzare quelle catene che ci rendono schiavi schivi, timorosi di esprimere i nostri veri sentimenti. Ma così facendo, purtroppo, perdiamo ciò a cui teniamo davvero e facciamo il gioco del perverso meccanismo consumista che violenta e sodomizza le nostre emozioni. Riusciremo a venirne fuori?     

Slipknot, live at Rock Am Ring (7 Giugno 2015)

Riusciremo ad affrancarci da quel sistema impersonale che ragiona solo in termini di numeri, fatturati e percentuali, senza preoccuparsi minimamente del fatto che dietro queste quantità vi sono delle persone ed un mondo che sta morendo? Loro ci vogliono senza un’identità, senza un nome, senza una storia, senza dei sogni. Tutto ciò fa parte di una strategia che vuole disumanizzarci e renderci assuefatti ai loro prodotti in maniera tale che il serial-killer, quello vero, dai modi compiti, il sorriso smagliante ed i vestiti eleganti, diventi sempre più forte.

Public Enemy, live in Sidney (27 Dicembre 2008)

Lui ama promuovere il suo stile di vita cinico e sfarzoso, dietro cui nasconde le plateali differenze tra ricchi e poveri, centro e ghetti di periferia, ma intanto i vecchi ed i nuovi media fanno il lavoro sporco, riducendo tutto ad un reality show che sovverte e piega la verità. Ed allora ogni guerra diventa giusta, ogni lavoro diventa una concessione, ogni forma di dissenso diventa un attacco alla pace sociale, ogni diritto diventa un privilegio da cancellare, ogni sopruso diventa un’azione necessaria a garantire la sicurezza della comunità, ogni rivendicazione diventa un’ingiuria, ogni speculazione finanziaria diventa un’ottima strategia di mercato. Chiunque è troppo debole o troppo solo o troppo povero per adattarsi a questo schema sarà giudicato colpevole e messo da parte. 

Kraftwerk, 3D live concert in Helsinki (15 Febbraio 2018)

Ci siamo arrivati, finalmente: lo Sprawl, una gigantesca area urbana sovrapposta ad una mole gigantesca di dati, informazioni che diventano potere e che, quindi, vanno difese contro qualsiasi evento esterno che rischi di trasformarle in una supernova e cancellare le nostre esistenze virtuali, riducendoci a inutili simulacri di carne, senza alcun interesse, senza alcun valore, solo corpi rinchiusi in anguste scatole di ferro-cemento colme d’aria rancida. Siamo già morti se non potremo connetterci alla Matrice, perché solo se esistiamo in quel mondo virtuale allora possiamo affermare di essere ancora vivi.

VOLUME 1

VOLUME 2

VOLUME 3

VOLUME 4

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.