venerdì, 4 Dicembre, 2020
Il Parco Paranoico

Cycles, In2Elements

Mik Brigante Sanseverino 19 Aprile, 2020 Dischi Nessun commento su Cycles, In2Elements

Le sonorità strumentali di matrice post-rock della band polacca incorporano, al loro interno, passaggi rarefatti, ambient ed elettronici, che ci esortano a ritrovare la sintonia smarrita con quelle dinamiche che regolano l’esistenza di ogni creatura vivente: il susseguirsi del giorno e della notte; il battito cardiaco; il respiro; l’alternarsi del sonno e della veglia.

Questo equilibrio, oggi, è sempre più fragile, corrotto e compromesso. Le ambientazioni psichedeliche di “Cycles”, infatti, non sono quelle colorate e sgargianti di un sogno, bensì si trasformano nelle grigie sfumature e nelle tenebrose allucinazioni di un incubo, per mettere in evidenza l’effetto distruttivo che una società post-industriale e neo-liberista, basata solamente sul culto dell’immagine, sul controllo delle informazioni globali e sulla centralità dell’uomo rispetto ogni altra forma vivente, può avere sul pianeta che ci ospita e su ciascuno di noi.

Stiamo tornando indietro nel tempo, alterando i ritmi ed i cicli che regolano la vita e risvegliando mali antichi che credevamo di aver debellato per sempre: l’orologio del mondo si è fermato e presto potremmo esser costretti a rivalutare ogni nostro modello ed a ripartire da zero. Dal respiro, dal battito cardiaco, dai cicli della Terra, mentre le divagazioni sonore degli In2Elements si propagano dentro e fuori di noi, guardando sia all’infinità misteriosa dello spazio, che all’intimamente piccolo e nascosto delle nostre coscienze, perché, in fondo, essi sono parte di un tutt’uno. Intanto i riferimenti di “Cycles” si fanno sempre più cosmici e cinematografici, cercando di anestetizzare l’ascoltatore dalla cacofonia e dal frenetico rumore della nostra società, per rimettere al centro del discorso le sue percezioni e la sua sensibilità, in modo che egli possa, finalmente, liberarsi ed assaporare le ondulazioni acustiche eteree e suadenti, i loop esistenziali, le sovrapposizioni strumentali, le architetture evocative dei synth.

È questa la strada per riappropriarsi del proprio tempo e per tenere nuovamente il passo con quello dell’Universo, perché quello della “società civile” sembra giunto al suo definivo collasso, avendo fagocitato ogni suo ideale politico, ogni suo riferimento etico e filosofico, ogni sua strategia economica, ogni suo modello di giustizia, equità e solidarietà e persino ogni suo mito mediatico.

Il suo ciclo, dunque, deve ricominciare.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra cui la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.