mercoledì, 12 Agosto, 2020
Il Parco Paranoico

Dove sussurra il vento [Pan e la ninfa]

Mik Brigante Sanseverino 22 Aprile, 2020 Playlist Nessun commento su Dove sussurra il vento [Pan e la ninfa]

Siringa era una ninfa delle acque dolci e viveva nei boschi. La sua voce era melodia e i suoi passi erano danza; un giorno s’accorse che qualcuno la stava seguendo di nascosto: era il dio Pan che si era perdutamente innamorato di lei. Avrebbe voluto fermarla, avrebbe voluto intrattenerla, ma la giovane era impaurita da quell’essere dalle sembianze mostruose. Il dio, infatti, aveva le corna e gli zoccoli di una capra ed il suo aspetto era rude e selvaggio, per cui, senza pensarci su la seconda volta e senza lasciarsi trattenere dalle lusinghe di Pan, decise di scappare via.

Non sapeva dove andare, Pan era forte e l’avrebbe sicuramente raggiunta e catturata. Sapeva che quella creatura le avrebbe imposto, con la forza, la sua volontà ed allora, vedendosi persa, decisa di nascondersi. Forse così Pan avrebbe proseguito oltre nella sua corsa forsennata e lei sarebbe stata salva.

Siringa giunse ad una palude, avrebbe voluto nascondersi, ma qualsiasi nascondiglio le pareva inadatto. Pan conosceva quei boschi come le sue tasche e quindi l’avrebbe sicuramente scoperta e fatta sua per sempre. Vedendosi persa, iniziò a pregare con tutta la forza che aveva in corpo, iniziò a pregare la madre Luna, iniziò a pregare le ninfe Naiadi, le quali ebbero pietà di quella sventurata e deciso di trasformarla in un canneto, così Pan non l’avrebbe più trovata e non avrebbe più potuto molestarla.

Quando, infatti, Pan giunse il quel luogo, non vide altro che canne, le quali, quando il vento le toccava e le attraversava, emettevano un suono dolce e melodioso, che pareva uscisse dalle labbra della bella Siringa. Pan, allora, ebbe un’idea: prese sei canne, le intagliò con cura e le legò tra loro, costruendo quello strumento che, ancora oggi, è noto come siringa o flauto di Pan. Da quel giorno il dio decise di non separarsi più dal suo flauto, lo avrebbe portato sempre con sè, così Siringa sarebbe stata per sempre vicino alle sue labbra ed al suo cuore.

Affila la tua lingua,
sciogline le trame,
ciechi sguardi
su dense distese di chiaroscuri.
Affinché io mi orienti
tra le ombre sfavillanti
di cupo diamante,
affinché i miei occhi vedano
attraverso i tuoi.
[“ATTRAVERSO“, poesia di Michele Brigante Sanseverino]

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

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