venerdì, 18 Settembre, 2020
Il Parco Paranoico

Songs For Imaginary Movies, The Strange Flowers

Un viaggio interessante è quello che propongono gli Strange Flowers; un viaggio che parte da lontano, dalle zone dimenticate e nascoste della nostra personalità, messe a dura prova da questo recente periodo di lockdown ed isolamento, per poi attraversare diversi decenni di musica pop, rock e psichedelica – dalle albe lisergiche degli anni Sessanta fino ai festosi assembramenti serali del britpop degli anni Novanta – e giungere da qualche parte nel misterioso universo che ci ospita e sovrasta. Chiudere il cerchio, aprire gli occhi e ritrovarsi esattamente al punto di partenza, in un club underground della nostra città o magari a camminare, a piedi scalzi, lungo il bagnasciuga che separa il “dentro” ed il “fuori” delle nostre coscienze, mentre il sole viene ingoiato dalle profondità più oscure e profonde del mare.

Ogni tappa di questo disco – dalla solare “A Good Pain”, alla suggestiva “Blue”, alla meditativa “Heal”, alla tenebrosa “The Girl With The Moon In Her Eyes”, fino a giungere alla liberatoria “Cure Me” – è un invito a spingersi più a fondo nel proprio io, a liberarsi di tutto ciò che ci appesantisce e turba; è un invito ad affrontare il passato senza cadere in spirali di negatività e malinconia, servendosi del potere terapeutico della musica per ritrovare la voglia di vivere, di mettersi alla prova, di ricostruire dopo l’ennesimo fallimento, di avere il coraggio di ammettere le proprie colpe o i propri errori.

Quindi, nonostante l’indubbio fascino e l’attrazione fatale che le sonorità psych-rock esercitano sulla band italiana, è evidente che è tutto molto introspettivo e personale, oltre ad essere visceralmente attuale. In fondo, chiunque di noi potrebbe ritrovarsi a provare le medesime emozioni degli Strange Flowers; potrebbe ritrovarsi a ripercorrere il proprio passato, per poi affrontare, con più energia e spirito costruttivo, il proprio futuro; in pratica  “Songs For Imaginary Movies” riesce a connettersi alle storie individuali dei singoli ascoltatori, a far presa sulle loro menti assopite e dare loro la sferzata necessaria per svegliarle ed indurle a dubitare, a rivedere criticamente le certezze acquisite, ad avere voglia di osservare e conoscere ancora di più. Intanto il disco scorre con piacere, anche grazie al suo essere musicalmente eterogeneo ed alle sue diverse anime, che lo rendono, allo stesso tempo, visionario e realista, nostalgico e propositivo, rassicurante ed avventuroso, nonché pieno di contaminazioni e sperimentazioni, che ne fanno un lavoro attraente e meritevole di più ascolti.

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

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