domenica, 12 Luglio, 2020
Il Parco Paranoico

Epidemic, Unruly Girls

Mik Brigante Sanseverino 24 Maggio, 2020 Dischi Nessun commento su Epidemic, Unruly Girls

Nonostante il prezzo più alto venga pagato sempre dai più deboli, dai più poveri, dagli ultimi – basti guardare all’America dei tycoon, nella quale, in luoghi come Chicago o la Louisiana, il 70% delle vittime di Covid-19 sono afroamericane – l’epidemia ha messo in luce le debolezze sistematiche del nostro modello di sviluppo. Ora è tempo di scegliere se continuare a proporre – esasperandolo ed incattivendolo ancora di più – il medesimo modello economico, politico e sociale – paradiso per pochi ed inferno per tutti gli altri – oppure tentare di realizzare un mondo più giusto, più equo e soprattutto più inclusivo.

Gli Unruly Girls danno forma sonora, tra synth ossessivi e psicotici, bassi pulsanti e graffianti ritmiche post-punk, a questo dilemma umano: “Epidemic” auspica un utopico prospero futuro globale per tutti noi, ma, allo stesso tempo, affonda le unghie in quella che è la nostra cruda e moribonda realtà, facendo leva sui passaggi più oscuri, industriali e claustrofobici di brani come “Please Give Me A Smile” o “Bloody Brushing”.

Il mondo di “No Wonder You Want Me Dead” sembra essere un mondo senza speranza, un luogo cattivo in cui prosperano solamente discriminazioni e violenze, ma nonostante la notte profonda in cui sono finite, le persone non perderanno mai il loro naturale bisogno di sognare, di credere, di dare vita a legami e rapporti. Tutta una serie di percezioni, di comportamenti, di connessioni e di sentimenti positivi che possono davvero salvarci e concederci una strada diversa, mentre, nel frattempo, le sonorità darkwave diventano più dolci ed accattivanti, ci spingono a danzare,  a stare assieme, includendo nel proprio background musicale elementi di diversa matrice, più remoti, più orientali, perché ciò che è fondamentale, se non vogliamo davvero scomparire, è imparare a non aver paura di ciò che è differente. “Everyday A Dead Cat” e “Chanson Massacre” aprono le porte ad armonie malinconiche, “Black Love” e “Dren Crom” ci mostrano dov’è il dancefloor, “We Go And Goods Remain” è introspettiva e lisergica, guarda dentro di noi e ci esorta a riscoprire tutti quei sogni che abbiamo abbandonato, in modo che la speranza possa fare ritorno. Inshallah.

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

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