mercoledì, 25 Novembre, 2020
Il Parco Paranoico

Alone Vol. IV, Gianni Maroccolo

Mik Brigante Sanseverino 9 Luglio, 2020 Dischi Nessun commento su Alone Vol. IV, Gianni Maroccolo

L’odio, la violenza, i comportamenti discriminatori sono sempre stati escogitati, realizzati e giustificati da coloro che avevano il coltello dalla parte del manico. Fa sempre comodo, infatti, avere un capro espiatorio, una colpa da perseguire, una normalità da difendere, una paura da inculcare: è così che il potere si perpetua e si rafforza, soprattutto grazie all’esclusione ed alla diffidenza, soprattutto grazie all’esercizio di quella violenza giustificata che, oggi, diventa sempre più subdola ed ipocrita, capace di diffondersi attraverso la rete globale delle informazioni e i social media ed arrivando, senza alcuno sforzo, nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle nostre scuole, nelle nostre università, nei nostri ospedali, nei nostri luoghi di lavoro ed aggregazione, nel cuore delle nostre istituzioni.

Gianni Maroccolo lascia che il suo basso penetri in queste ferite aperte, in questo sistema che lascia, colpevolmente, che la diversità si trasformi nel bersaglio di una violenza legittimata che si manifesta attraverso la degradazione,  l’alienazione, l’annientamento della  personalità, la segregazione sociale. Ciò che è diverso è automaticamente pericoloso, nocivo e sbagliato; è qualcosa di innaturale ed irrazionale che deve necessariamente essere combattuto, osteggiato, tenuto a debita distanza.

“T.S.O. X” è lo specchio col quale dobbiamo confrontarci; spesso è difficile sostenere lo sguardo e comprendere quale sia l’immagine vera e quale quella riflessa; distinguere la realtà dalla fantasia, un’informazione vera da una creata ad arte per veicolare le masse, l’avanti dal dietro, il normale dall’anormale, l’intero dal decimale: da un lato abbiamo le pulsazioni elettroniche e dall’altro le linee di basso di Maroccolo, perfettamente mescolate alle ritmiche di Luca Martelli ed alla voce delirante di Giorgio Canali.

La struggente e dolente “Lettera di Ida Dalser” si trasforma in un mostruoso incubo ad occhi aperti, testimonianza della violenza con cui il potere punta il suo indice maligno, ogni qual volta esso si sente minacciato, trasformandosi nella goccia rabbiosa che brama distruggere ogni nostra più piccola certezza, ogni sogno inconfessato, ogni sentimento, ogni ricordo, spingendoci in un baratro di solitudine, di dolore e di disperazione nel quale non deve esserci più posto per la speranza e per la verità, nulla deve avere più senso, nemmeno lo spazio che ci sta attorno o lo scorrere del tempo.

Oggi l’apparire, nel bene e nel male, conta più dell’essere; coloro che detengono il vero potere politico ed economico non hanno mai amato l’essere, ovvero l’identità delle singole persone, la loro unicità, il loro contenuto; meglio esercitare il controllo attraverso immagini-idolo, attraverso modelli preconfezionati e vincenti, attraverso format mediatici che omologano ed influenzano le persone, le loro idee, le loro scelte, i loro acquisti, i loro orientamenti politici. Apparendo parte del modello ci illudiamo d’essere meno soli, ci crediamo migliori, ci sentiamo accettati, ammessi, amati. In realtà non facciamo altro che seguire un copione, assumiano dei ruoli, li accettiamo per nostra stessa convenienza, ma sotto la maschera la nostra vera essenza sta fremendo e bruciando. A volte può succedere che essa si ribelli ed esploda contro i pregiudizi della nostra società, contro quel potere che pretende di indicare a ciascuno il modo giusto di vivere e di pensare, contro la parte assegnatale da quel maledetto copione. Ecco, allora, che fa la sua entrata in scena il pazzo, il folle, il diverso, il nemico da combattere, da isolare, da nascondere, da cancellare, da rinchiudere in un manicomio.

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

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