lunedì, 3 Agosto, 2020
Il Parco Paranoico

Televised Mind / I Don’t Belong / A Hero’s Death (Singles), Fontaines D.C.

[“Televised Mind”] C’è un modo per cortocircuitare qualsiasi problema ed è quello di affidarsi completamente a quella che la band irlandese definisce la mente televisiva, lasciando che siano il web, i talent, i reality, i social a dettare la nostra agenda, a stabilire le nostre priorità, a suggerirci i nostri sogni, a indicarci come e dove spendere il nostro tempo. La mente televisiva ha creato una sua pseudo-cultura di massa il cui obiettivo finale è l’omologazione delle persone verso il basso, annullando ogni dissenso, ogni diversità, ogni opinione, ogni spirito critico. Ed è proprio in questo modo che castriamo la nostra immaginazione, che rinunciamo alla nostra autonomia intellettuale, preferendo avere tutti lo stesso stile, ascoltare tutti la stessa musica, mangiare tutti lo stesso cibo, vedere tutti lo stesso film, uscire tutti lo stesso giorno, votare tutti per lo stesso partito.

[“I Don’t Belong”] In questo modo diventiamo esseri vuoti, senza alcuna causa per la quale potersi battere e sacrificare, senza un ideale in cui poter credere, senza alcuna opinione da difendere, nessun verso da pronunciare, nessuna musica da suonare, nulla su cui poter fare affidamento: un compagno, una compagna, un luogo, un tempo. Pensiamo di essere liberi, di non appartenere a nessuno, ma in realtà ci controllano proprio attraverso questo vuoto e questa solitudine, la medesima solitudine che pervade le atmosfere post-punk di questa canzone, la medesima solitudine che ritrovi in un cielo plumbeo, in un mare mosso, in qualcosa che lasci scivolare via: uno sguardo, un abbraccio, una semplice parola.

[“A Hero’s Death”] Sono proprio queste, in fondo, le cose che avremmo dovuto dire o fare; spesso ce le teniamo dentro fino alla fine ed anche oltre la stessa fine. Perchè? Semplicemente perchè pensiamo che mostrandole saremmo più deboli, più indifesi, più vulnerabili al cospetto degli altri. La paura di apparire diversi ci blocca e ci condiziona, impedendoci di esprimere ciò che abbiamo dentro e facendo così il gioco di questo sistema frenetico che vuole farci vivere al cospetto dei suoi finti miti e dei suoi idoli fasulli, mentre ci riempie, ogni giorno, di veleno, bugie, ansia e colesterolo.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.