giovedì, 24 Settembre, 2020
Il Parco Paranoico

Model Village, Idles

Mik Brigante Sanseverino 6 Settembre, 2020 Dischi Nessun commento su Model Village, Idles

Senza più alcun riferimento stabile, in un momento nel quale tutte le ideologie politiche del secolo scorso si sono sciolte e tutto è diventato opinabile, precario e transitorio, le persone tendono a chiudersi in sè stesse, a creare confini, muri e barriere attorno quelli che considerano i loro piccoli “villaggi felici”. Di questi villaggi ne vediamo continuamente: non solo nelle nostre città e nei nostri quartieri, ma anche nell’ambiente lavorativo, in famiglia, a scuola, nell’ambito di un semplice gruppo di amici. Questa potente e malevola spinta verso la disgregazione sociale non fa che renderci più deboli, più soli, più indifesi, sempre più in balia di personaggi quali Brian Johnson, Jair Bolsonaro, Donald Trump o Recep Tayyip Erdoğan, i quali non sono che la punta di un iceberg.

Sotto di loro c’è un sistema di potere globale che si nutre di insulti gratuiti, di atteggiamenti razzisti, di posizioni omofobe, di stereotipi facili da dare in pasto alle masse deluse ed insoddisfatte, alle quali, però, non offrono  assolutamente risposte o soluzioni, ma semplicemente dei nemici contro cui poter sfogare le proprie frustrazioni. E nel frattempo i villaggi si trasformano in vere e proprie prigioni dorate dalle quali nessuno riuscirà più a scappare, dando vita ad una stratificazione sociale, profondamente reazionaria e classista, nella quale pochi burattinai, protetti dai loro fedeli servitori, controllano e condizionano i tanti burattini che credono di vivere nel miglior mondo possibile, nel miglior paese, nella migliore città, nel miglior quartiere, senza rendersi assolutamente conto di esser finiti in quelli che Joe Talbot definisce degli acquari. Ma si tratta di acquari estremamente pericolosi perché possono istantaneamente trasformarsi in tritacarne mediatici ed eliminare, in maniera brutale, qualisiasi forma di dissidenza, rivolta, ribellione.

Gli IDLES spingono sulle solite ed affidabili sonorità post-punk, essenziali, accattivanti, dure e spigolose, aprendosi, però, anche a suoni di matrice profondamente diversa, provenienti dal mondo delle contaminazioni rap ed hip-hop. Ciò rende questi nuovi brani più dinamici, più incisivi, più sferzanti, tossici, cattivi ed in grado di attaccarsi immediatamente allo stomaco, al cuore ed alla ragione dei propri ascoltatori. Chitarre distorte, batterie decise, un approccio testuale politico vibrante e sentito, momenti di rabbia ed aggressività che si mescolano a passaggi più meditativi, elettrici, lisergici, che mettono le persone dinanzi alla cruda e spietata verità. Oltre gli schermi degli smartphone, oltre le notizie somministrate ad arte dai media di regime, oltre le periferie pericolose e gli immigrati delinquenti, oltre gli scanni dei parlamenti e delle assemblee, oltre la smania a distruggere tutto ciò che è politica e sostituirlo con una più facile e netta contrapposizione di buoni e cattivi, di giusti ed ingiusti, di fedeli ed infedeli, ci sono le pareti invisibili del nostro acquario, dei tanti acquari nella quale i cittadini rinunciano ai loro diritti, al loro spirito critico, alla loro libertà e diventano semplicemente dei pesci a cui la mano del padrone concederà, se ne ha voglia, di tanto in tanto, una manciata di cibo ed un po’ d’acqua pulita.

 

 

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

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