giovedì, 22 Ottobre, 2020
Il Parco Paranoico

Astronaut, Haneke Twins

Mik Brigante Sanseverino 20 Settembre, 2020 Dischi Nessun commento su Astronaut, Haneke Twins

Viviamo in un’era nella quale lo sviluppo scientifico e tecnologico si è trasformato nell’arma micidiale con cui le élite pensano di poter controllare le masse. Questo progresso, di conseguenza, pare più voler garantire l’oppressione dei pochi sui molti, che un vero e proprio raggiungimento del bene comune. Nell’attesa che ciò possa essere realizzato e che giunga, prima o poi, il giorno della liberazione possiamo perderci nelle atmosfere decadenti e minimali degli Haneke Twins, nelle loro sonorità oscure e nelle voci baritonali che richiamano la bellezza e l’ingenuità del passato, di quegli anni Ottanta ai quali la band sembra volersi aggrappare per evadere dalle brutture e dalle mistificazioni dei tempi moderni. Non c’è solo la nostalgia per qualcosa che è finito, ma anche la consapevolezza di trovarsi dinanzi a delle scelte fondamentali che possono distruggere il mondo che ci ha ospitato finora, andando a rompere, per sempre, degli equilibri fragili e complessi, senza sapere quale potrebbe essere la risposta del pianeta. Il passato, dunque, offre lo spunto sonoro da cui gli Haneke Twins prendono il volo verso lo spazio inesplorato, verso le oscurità più profonde dell’animo umano, verso la nostra realtà post-industriale.

Oggi, purtroppo, l’Uomo crede di essere al centro dell’Universo, ha scalzato la natura, pensa di poterla piegare al suo volere, alle sue folli leggi di mercato, alle sue teorie economiche, convinto che le sue conoscenze scientifiche gli forniranno la risposta e la soluzione per qualsiasi problema. Un atteggiamento auto-distruttivo ed incosciente al quale il duo di origine greca risponde con la voce intensa della propria anima; una voce fatta da chitarre disperate e taglienti, di melodie post-punk e new wave, di passaggi crepuscolari e romantici mescolati ad altri che sono profondamente cupi e drammatici, mentre, nel frattempo, gli occhi della mente si perdono nella caotica frenesia di questo nostro presente privo di certezze e di riferimenti ed il cuore vaga in un mondo remoto dal quale giunge la voce suadente di Ian Curtis che fa sì che la fiammella della speranza riprenda forza, luminosità e coraggio.

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

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