giovedì, 22 Ottobre, 2020
Il Parco Paranoico

The Wholly Other, Black Helium

Mik Brigante Sanseverino 28 Settembre, 2020 Dischi Nessun commento su The Wholly Other, Black Helium

“The Wholly Other”, il secondo album dei Black Helium, è un rito magico di purificazione scandito da sonorità stoner e psichedeliche, il cui obiettivo è liberare l’anima ed il corpo dalla palude di pregiudizi e falsità, paure ed insicurezze, nella quale siamo sprofondati negli ultimi mesi di isolamento forzato.

“Hippie On A Stab” ci conduce in un mondo devastato e caotico, nel quale le ombre hanno preso il sopravvento ed i ricordi di un tempo remoto echeggiano nel profondo delle nostre coscienze. Nulla è come appare, è difficile distinguere ciò che è reale da ciò che, invece, è solamente frutto delle nostre fobie; la risposta rabbiosa di “Two Masters” e le divagazioni oniriche e struggenti di “Death Station Of The Goddess” penetrano in profondità, oltre la carne, il loro compito è spezzare le catene che ci tengono immobilizzati e permetterci di evadere dalla prigione di assuefazione e penosa accettazione nella quale ci siamo rinchiusi.

Credevamo di essere al sicuro, ma non è affatto così, la pesante batteria, le voci lunari e le chitarre affilate rappresentano la strada che dobbiamo seguire: “On Way Trip” è il superamento di tutte quelle esperienze dolorose e traumatizzanti che ci hanno allontanati da noi stessi, da coloro che abbiamo attorno, dal mondo che ci circonda. “Pink Bolt” assume i contorni di una porta aperta dalla quale le nostre emozioni ed i nostri sentimenti più intimi possono, finalmente, fluire e riversarsi all’esterno, è il momento di riprendersi i propri spazi, di gioire per ciò che abbiamo, è il momento della vita che rinasce, delle atmosfere sognanti e liberatorie di “Teetering On The Edge”.

La band londinese riesce ad equilibrare l’incandescenza del metal pesante e le vibrazioni del rock psichedelico, con uno sguardo alle atmosfere sabbathiane e pinkfloydiane ed uno alle sonorità sludge, grunge e stoner. Hanno tutto quello che serve: una buona dose di magia, una instancabile propensione alle jam, un forte richiamo alle ambientazioni più oscure, sciamaniche ed occulte, la voglia di sperimentare riff e ritmiche possenti, un’ottima conoscenza del passato e un’attenzione perennemente rivolta al nostro presente ed a ciò che ci riserva il futuro. Senza paura di quello che riserverà loro il destino.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore, ingegnere elettronico. Ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). A breve verrà pubblicata la nuova raccolta di poesie "Per Dopo la Tempesta". Pubblica articoli di approfondimento musicale sia su "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it), che su "Indie For Bunnies" (http://www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.