mercoledì, 27 Gennaio, 2021
Il Parco Paranoico

Tracoma, Collars

Mik Brigante Sanseverino 23 Novembre, 2020 Dischi Nessun commento su Tracoma, Collars

“Tracoma” è la colonna sonora di un mondo crepuscolare, una dimensione solo apparentemente pacifica ed onirica, nella quale, però, sono celate creature di puro istinto, a cui noi stessi abbiamo dato forma e consistenza, nutrendole con le nostre peggiori paure e la nostra frustrazione.

Un intreccio di ricordi confusi, di angosciose prospettive future e di stress accumulato quotidianamente, che si mescolano ai nostri sogni segreti ed alle inquietanti ed avvolgenti sonorità metalliche della band italiana, per dare vita ad un processo catartico, nel quale nulla è come appare. I contorni sono sfocati, la luce assume tonalità spettrali, le ombre acquistano corpo materiale, la tensione elettrizza l’aria, mentre il nostro campo visivo si fa via, via più stretto, fino ad esser risucchiato in un vorticoso e bellicoso tunnel di chitarre taglienti, di ritmiche incalzanti, di suadenti trame post-rock alternate a passaggi più incisivi, spigolosi e carichi di tensione ed aggressività heavy-metal, il cui obiettivo finale è liberarci da tutto ciò che ci paralizza e ci impedisce di esprimere la nostra vera personalità.

Nel disco si respirano atmosfere viscerali che hanno il sapore degli anni Novanta, ciò rende il suono più grezzo, sporco e brutale, forse a volte lo rende troppo prevedibile e familiare, ma tutto sommato contribuisce anche ad iniettare in alcuni brani, come l’incipit burrascoso “Osmio” o la spaventosa “Spira”, la dolce e malinconica consapevolezza di ciò che siamo, di quello che abbiamo vissuto, di ogni momento di silenzio o di rumore che abbiamo attraversato per arrivare qui, esattamente dove siamo adesso, tra le cupe e malevoli pieghe di “Livido” e le ipnotiche suggestioni che vengono emanate da “Lautréamont” e che concludono, senza che ce ne siamo resi conto (e ciò è un bene), un viaggio in un mondo che, ora, ci appare molto meno estraneo di quanto era all’inizio, anzi ci è addirittura intimo, perché è anche e soprattutto dentro di noi, in ogni respiro, in ogni pensiero, in ogni incubo, in ogni notte insonne trascorsa a tentare di trovare una spiegazione per i cumuli grigi che si addensano, turbinosi, nel nostro cielo.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra cui la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.