lunedì, Ottobre 25, 2021
Il Parco Paranoico

Sad Dance Songs, Rosi

Mik Brigante Sanseverino Dicembre 5, 2020 Dischi Nessun commento su Sad Dance Songs, Rosi

Queste tristi canzoni da ballo, negli ultimi giorni di un anno particolarmente difficile ed avverso, sintetizzano, in maniera efficace, lo stato combattuto del nostro animo. Le sonorità del duo tedesco, da un lato, si aprono alla speranza verso il futuro; un futuro che prende la forma e la consistenza di trame ballabili ed elettroniche, nelle quali la melodia dei synth tenta di rendere più morbide le ambientazioni di matrice dark e post-punk. Dall’altro lato, invece, sono proprio le taglienti, crude e minimali atmosfere dark e post-punk, con il loro passo profondo e dolente, a prevalere, ricordandoci che il passato non è ancora alle nostre spalle, la porta è ancora spalancata e gli orrori a cui abbiamo assistito, le perdite improvvise, le rinunce sofferte, le incolmabili distanze ed i silenzi agghiaccianti, sono ancora qui, pronti a minacciare e fare a pezzi, ancora una volta, le nostre esistenze.

“Complaints”, “Door”, “Lippen”, sono solo alcuni dei brani nei quali è evidente il duplice percorso seguito dai Rosi, un misto di disincanto e di fiducia, di ansia e di coraggio, con l’ovvia consapevolezza che la tristezza non potrà mai essere cancellata in un attimo con una semplice decisione politica, con  un intervento economico e nemmeno con una cura formidabile, ma sarà necessario un vero e proprio processo interiore.

Un processo, al quale, però, la musica, soprattutto nei suoi passaggi più dolci ed introspettivi, può rendere più facile il cammino, spronandoci a liberarci degli impulsi negativi, a sfogare la tensione accumulata, a fare tesoro delle esperienze spiacevoli per migliorarci come singoli individui. Questa negatività, che assume la tenebrosa forma delle ombre e dei fantasmi che si agitano in “Fences”, sembra voler inghiottire il mondo intero ed intrappolarci in un eterno stato catatonico di incertezza, resa ed angoscia. Dobbiamo essere più forti; certo, è vero, “Sad Dance Songs” continua a muoversi sulla sottile e pericolosa lama di un coltello: l’intento primario, però, è quello di invertire il corso del nostro destino e rimuovere tutte le macerie ed i detriti che ci portiamo dentro, ma nonostante tutto si avverte un senso estraniante e necessario di pericolo, che pervade, in background, il disco, ricordandoci quello che è accaduto e che non dovrà mai più accadere in futuro.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.