giovedì, Agosto 5, 2021
Il Parco Paranoico

Like No Tomorrow, Wedge

Mik Brigante Sanseverino Gennaio 5, 2021 Dischi Nessun commento su Like No Tomorrow, Wedge

Lo choc epocale dovuto alla pandemia ed al conseguente lockdown ha reso il nostro futuro una porta stretta; una porta che ci condurrà ad un mondo nuovo; potrebbe essere l’occasione per costruire qualcosa di migliore, ma potremmo anche soccombere al rimpianto del passato o addirittura spingere, ancora di più, la nostra società, verso quelle dinamiche e quei meccanismi che generano solamente inequità e diseguaglianza, esclusione e povertà. Attraverso questa porta così angusta e misteriosa, i Wedge irrompono con audacia, tenacia e coraggio, spingendo, al di là della sua soglia oscura, le proprie sonorità psichedeliche, metalliche e stoner, un miscuglio ardente e blueseggiante di futuro e passato, il cui obiettivo primario è svegliarci dallo stato comatoso in cui siamo caduti, concedendo ad altri il controllo delle nostre esistenze, e spingerci ad agire, a rivendicare le nostre responsabilità, in primis quella di scrivere la nostra storia personale e collettiva.

Il glorioso passato  heavy blues e hard rock degli anni Settanta si trasforma nel carburante emotivo e distorto per un motore moderno; un motore basato su riff e distorsioni, sconvolto dal nostro presente e concepito, nei suoi canoni estetici, nel suo messaggio poetico, nella sua corposità strumentale, per affrontare e conquistare il domani. Un domani che evolve e si trasforma in continuazione, che non possiamo e non dobbiamo mai dare per scontato e che abbiamo tutto il diritto di cambiare, se vogliamo, perché, in fondo, nulla è stato ancora deciso, nessun destino è stato già scritto e predefinito e, se ci crediamo, abbiamo tutto ciò che ci serve per spezzare quegli ingranaggi che ci vogliono supini e subalterni, impauriti e disillusi, convinti che il domani non possa che essere peggiore del presente.

Questa visione negativa delle cose non fa altro che renderci sempre più schivi e cattivi, intenzionati a salvaguardare un futuro che appartiene a qualcun altro; se siamo davvero convinti che questo futuro sia così negativo, perchè, allora, ci ostiniamo a difenderlo? Non sarebbe meglio rinunciare completamente ad esso ed ignorarlo, concentrandoci solo sul nostro presente, su chi sta peggio, su chi si sente messo da parte ed abbandonato a sé stesso? Magari, se vivessimo senza il pensiero fisso del domani, alla fine, scopriremmo che quella porta non è poi così stretta, che l’orizzonte non è poi così basso, che il futuro non è poi così ostile.

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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