giovedì, Agosto 5, 2021
Il Parco Paranoico

À la Ô Terre, Population II

Mik Brigante Sanseverino Gennaio 13, 2021 Dischi Nessun commento su À la Ô Terre, Population II

I Population II hanno utilizzato tutto quello che di assurdo e malevolo è accaduto nell’anno appena trascorso come carburante per il proprio motore psichedelico, plasmando un mondo acido e magmatico nel quale coesistono e si fondono elementi di natura diversa: dal jazz futurista alle divagazioni strumentali di matrice prog-rock, dalle atmosfere desertiche care allo stoner rock più lisergico e spaziale ai prismi dai quali emergono sonorità blueseggianti ed elettriche dal sapore magico ed antico.

Tutto ciò rende “À la Ô Terre” un vero e proprio processo catartico attraverso il quale il singolo ascoltatore può esorcizzare il suo dolore, può espiare le proprie ansie, può ritrovare la sintonia smarrita con le forze misteriose che pervadono gli elementi, forze presenti tanto nei remoti meandri dell’universo, quanto tra le spire della doppia elica del nostro DNA. Il disco assume le sembianze di un gigantesco kraken sonoro i cui tentacoli avvolgono lo spazio ed il tempo, dando nuova forma e soprattutto nuova ispirazione al passato; sperimentando, contemporaneamente, innesti dal sapore metallico e jazzistico; alternando momenti lisergici e melodici con altri che, invece, sono più ossessivi e muscolari.

“Introspection” apre al cielo, lascia la nostra immaginazione vagare tra le nane bianche e le giganti rosse, aprendo agli influssi del rock astrale e psichedelico del poeta-pifferaio; “L’Offrande” assume le sembianze di una cantilena dannata ed ipnotica, composta per assecondare le proprie notti insonni; “Les Vents”, con il suo tocco hard, mette a soqquadro quella che è la nostra familiare routine; “Il eut un Silence dans le Ciel” è l’amante che finge di lasciarsi prendere, per poi fuggire via improvvisamente verso ritmiche più frenetiche, facendoci provare cosa significhi essere abbandonati e sentirsi soli, prima che la dolcezza compromettente ed accattivante di “Attraction” riempia il vuoto che sentivamo esplodere dentro di noi. Ogni ascolto fornisce, comunque, una diversa e interessante prospettiva, le sfumature di un sax, una linea di basso, l’ombra di un synth, un pianeta sul quale non eravamo mai atterrati prima, qualcosa che ci era sfuggito ed ora si manifesta, inaspettatamente, sorprendendo i nostri stessi occhi.

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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