lunedì, 10 Maggio, 2021
Il Parco Paranoico

Paradigm Shift, Amon Acid

Mik Brigante Sanseverino 3 Febbraio, 2021 Dischi Nessun commento su Paradigm Shift, Amon Acid

“Paradigm Shift” irrompe nella nostra realtà da un mondo ultraterreno, celato tra i versi di William Blake; un mondo nel quale la creatività e l’immaginazione sono le forze che consentono alla materia inerme di diventare viva, di trasmetterci emozioni, di suscitare nel nostro inconscio, sia irrazionali paure, che momenti di vibrante passione. Ed è così che il duo elettrico degli Amon Acid plasma la sua creatura inquieta e selvaggia, fondendo sonorità psichedeliche, metalliche, brutali e primordiali nell’antro degli inferi, laddove le storie remote di anime inquiete si trasformano in percezioni fisiche, in un intreccio di piacere e di dolore che attraversa tutto il nostro corpo, risvegliando sensi che, ormai, erano stati drogati ed assuefatti dalla società moderna, con le sue sovrastrutture mediatiche, formali e tecnologiche.

Doom, ma anche uno sguardo rivolto alle atmosfere space e psych rock del passato; sono loro che contribuiscono a rompere la tensione, a dare vita a visioni cinematografiche nella cui trama la nostra mente può dolcemente e liberamente smarrirsi. Figure aliene, creature deformi, esseri di pura energia, deserti di ghiaccio, oceani in fiamme, nulla può più spaventarci, perché la musica ci offre la possibilità di controllare ciò che abbiamo davanti, di cambiare scenario, di scrivere la trama a nostro piacimento.

Non capita mai nella nostra quotidianità, nella quale, solitamente, siamo costretti ad arrenderci, a fingere, a subire passivamente, ad adeguarci a tempi e luoghi che non ci piacciono, che ci consumano e che ci condizionano, senza portarci nulla di buono. Viene, dunque, da chiedersi quale sia davvero il mondo più spaventoso, se quello di “Fear Of Space” o la nostra realtà, con tutte le sue figure ugualmente disumane ed estranee, con tutti i suoi fantasmi ugualmente spietati. Non ci sono deserti di ghiaccio, ma ci sono enormi deserti di solitudine; quale di essi vi fa più paura?

Gli Amon Acid accompagnano le nostre riflessioni intime, alternando momenti più atmosferici e lisergici, ad altri che, invece, sono più robusti e torbidi, pieni di divagazioni chitarristiche, di suoni alienanti che, come le onde di un mare in tempesta, ci spingono nelle più disparate direzioni, finché non riusciamo a riprendere il controllo e a mettere fine a questa odissea spirituale. E quando ciò accadrà, saremo finalmente noi stessi e liberaremo l’immenso potere creativo nascosto in ciascuno di noi.

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra cui la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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