lunedì, 1 Marzo, 2021
Il Parco Paranoico

Welfare Jazz, Viagra Boys

Mik Brigante Sanseverino 5 Febbraio, 2021 Dischi Nessun commento su Welfare Jazz, Viagra Boys

I Viagra Boys, pur rientrando nella nuova ondata di band post-punk, hanno caratteristiche proprie che li differenziano da tutte le altre band. Non sono una band politica, né tentano di trovare necessariamente un pretesto sociale alle loro canzoni, ossia il loro primo pensiero non è quello di sposare un’ideologia politica, di urlare rivendicazioni sociali in favore della nuova working-class o di attaccare il Boris Johnson di turno. Non debbono essere necessariamente puliti e perfetti, perché il mondo al centro delle loro canzoni è soprattutto la strada, il quartiere, le piccole insignificanti battaglie e le cose normali che possono capitarti ogni giorno, quelle che ti fanno incazzare e quelle ti fanno salire su di giri.

Ci sono gli altri, ovviamente, ma ci sei soprattutto tu; tu, i tuoi problemi, le tue relazioni, le tue vie di fuga, anche quelle, come la droga, che ti fanno pagare a caro prezzo i loro servizi. La cruda realtà ci porta a costruirci delle difese, delle corazze e degli scudi, con i quali interagiamo con gli altri. Spesso sono fatti di brutalità, di sarcasmo, di atteggiamenti sprezzanti e beffardi, sui quali la band svedese tesse le sue scarne e taglienti anti-melodie, mostrando il peggio dei nostri comportamenti, sbattendoceli in faccia, senza tentare di trovare alibi o giustificazioni sociali, perché, probabilmente, solo se ci rendiamo conto di quanto sappiamo essere stronzi, arroganti e meschini, possiamo davvero convincerci che sia necessario svoltare o almeno provarci. Anche se i soliti fantasmi, ad iniziare dal fottuto speed, sono perennemente dietro l’angolo, a portata di mano ed anche se non risolvono assolutamente nulla e lo sappiamo benissimo, ti offrono un’apparente momento di rottura. Ma è qualcosa che, alla fine, ti riduce uno schifo, ti toglie quel poco di libertà che avevi rivendicato e ti trasforma in una creatura meccanica, uno zombi senza alcuna personalità.

I Viagra Boys ci mostrano quanto possiamo essere prevedibili se non abbiamo i nostri sentimenti, se non ci poniamo dei veri obiettivi; lo fanno a modo loro, dicendoci che sentimenti ed obiettivi sono una perdita di tempo, ma poi ci mostrano il risultato raggiunto: un mondo vuoto nel quale siamo circondati da sostanze tossiche, informazioni false, monumenti alla misoginia, al machismo, alla auto-celebrazione ed alla strafottenza assoluta che, da un momento all’altro, ci crolleranno inevitabilmente addosso, mostrandoci quanto siamo fragili e soprattutto quanto siamo stupidi; perché ci siamo ridotti così?

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra cui la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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