sabato, Luglio 24, 2021
Il Parco Paranoico

Ethernity, Simona Zamboli

Mik Brigante Sanseverino Marzo 27, 2021 Dischi Nessun commento su Ethernity, Simona Zamboli

La conoscenza, intesa come una serie di verità, di fatti, di informazioni, oggi, è estremamente fluida e frammentata; è in grado di raggiungere, in pochi istanti, qualsiasi località – anche la più remota – del pianeta; la musica, di conseguenza, non può che seguire il medesimo destino, diventando sempre più eterogenea, liquida e policroma, adattandosi ai diversi contesti nei quali viene immersa e trascendendo quegli ideali e quei riferimenti che, un tempo, erano considerati necessari, ma che, invece, adesso, appaiono, sempre più, come delle inutili e ridondanti barriere cognitive.

Viviamo un’epoca profondamente osmotica, in continuo divenire, nella quale i vari canali digitali a nostra disposizione, 24 ore su 24, ci forniscono, continuamente, nuovi stimoli in ingresso, ovvero un’enorme e spaventosa mole di dati, tra i quali si celano, ovviamente, anche malware, virus, menzogne, cavalli di Troia, tentativi di manipolazione e di sovversione della realtà e persino della storia passata, in maniera tale da poter controllare e condizionare il futuro.

Tutto ciò si riflette nelle trame ambient taglienti e dolenti che pervadono “Ethernity”, in quella tensione che ci fa sentire eternamente in bilico, ma allo stesso tempo ci sprona a proseguire quello che è il nostro viaggio. Viaggio al quale i dieci brani del disco donano un corpo sonoro, trasformando i dubbi e le insicurezze di “Bless Interlude” o della successiva “Dream But Be Careful”, la tenacia e la passione di “Compossibility”, in sonorità techno-dark che sono, allo stesso tempo, vibranti e malinconiche, aliene ed intrise di profonda e sensuale umanità.

Ed in un’epoca così precaria, come quella attuale, nella quale l’incoerenza ed il caos prevalgono su qualsiasi altro aspetto sociale o politico, l’umanità è tutto ciò a cui possiamo e dobbiamo aggrapparci; la medesima umanità che Simona Zamboli riconosce nella vita e nelle opere di Ildegarda di Bingen, nella sua perseveranza nel guardare tanto negli oscuri abissi del mondo, quanto in quelli nascosti nella propria anima. Perché esiste uno stretto legame tra ciò che riteniamo essere il nostro “dentro” e tutto quello che consideriamo il nostro “fuori”, tra ciò che è apparente e sensoriale e ciò che, invece, è spirituale ed emotivo; la musica, con le sue ricerche, le sue sperimentazioni, le sue evoluzioni, le sue divagazioni elettroniche e le sue continue metamorfosi ritmiche è, senza alcun dubbio, uno dei più validi ed efficaci strumenti per evidenziare queste interazioni che sono sia cosmiche, che chimiche, fisiche e biologiche.

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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