domenica, Giugno 13, 2021
Il Parco Paranoico

All Your Pain, Clustersun [video]

Mik Brigante Sanseverino Aprile 5, 2021 Video Nessun commento su All Your Pain, Clustersun [video]

Il mondo dove vivevamo fino a ieri è in lutto, è stato rivestito da un sudario di neve e di ghiaccio; dunque, un gelo tagliente ci assale e ci minaccia, con tutta la sua drastica e cruda concretezza, mescolandosi ad un flusso di energia oscura e vibrante, generato, a sua volta, da questo terribile senso di vuoto e di abbandono, che ci scava dall’interno e ci rende schiavi di un cuore spezzato: il nostro cuore.

Vittime, dunque, ma anche carnefici di noi stessi, avvinghiati ad una personale e malsana verità che ci obbliga a vedere nell’altro solo quello che desideriamo, ancorandosi, sempre di più, ad un passato statico ed immutabile, il quale assume le sembianze di un eterno e sofferente inverno. Un inverno candido ed insensibile, che, come un pesante mantello, cala sulla nostra razionalità, impedendoci di vedere le rovine e le macerie che abbiamo attorno e rendendoci succubi di questo perfido e spietato dolore; un dolore che ci culla e ci anestetizza, privandoci, contemporaneamente, della capacità di comunicare con l’esterno e imprigionandoci nella perversa dolcezza d’un tempo già trascorso. Siamo prigionieri di visioni lascive ed amorevoli, carnali e passionali, che ci risucchiano in una voragine estraniante e nichilista e ci costringono a ripetere, per sempre, gli stessi errori, a pronunciare, per sempre, le stesse parole, a compiere, per sempre, le stesse scelte e soprattutto a provare, per sempre, le stesse emozioni.

Il ghiaccio si fa così via, via più duro e più spesso, la dimensione aliena e crepuscolare ideata da Andrea Conti porta alla luce i nostri torvi e sinistri alter-ego, i quali si consumano a vicenda, in un infinito e famelico processo di repulsione e di attrazione, di fine e di rinascita, di disordine caotico e di disperato bisogno di equilibrio, dal quale i Clustersun fanno germogliare le trame ipnotiche, cosmiche, epiche e psichedeliche di quel seme – “All Your Pain” – che stava riposando proprio sotto il corposo strato di ghiaccio. Sonorità che rendono l’aria che ci circonda sempre più tesa ed elettrica, che riescono a spezzare la coltre di gelo, fuggendo via da questo mondo onirico e trasformandosi in delle vere e proprie percezioni fisiche, in qualcosa che ha la forza di risvegliarci dal torpore, consentendoci di riprendere il possesso di quella consapevolezza che il nostro alter-ego voleva negarci ed allargando così la nostra coscienza assuefatta e sconvolta dalla perdita. Perché solamente in questo modo potremo permettere a quegli eterni ragazzi di ritrovare, finalmente, la loro preziosa pace e all’inverno di tramutarsi, di nuovo, in una calorosa, veritiera e rinnovata primavera.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.