domenica, Giugno 13, 2021
Il Parco Paranoico

Lonely//Lovely, You Nothing

Mik Brigante Sanseverino Maggio 5, 2021 Dischi 1 commento su Lonely//Lovely, You Nothing

Le veloci chitarre degli You, Nothing, i loro bassi profondi, le loro ritmiche accattivanti, i testi che hanno il sapore della ruvida e caotica quotidianità del nostro decadente e morboso presente, richiamano atmosfere e paesaggi emotivi e musicali che si perdono negli anni Ottanta, in quei giorni remoti nei quali la rabbia, la frustrazione e la voglia di rivalsa che avevano originato “Never Mind The Bollocks” si trasformavano in un eccentrico, misterioso e cupo romanticismo controcorrente, mentre, dalle rovine ancora fumanti di quella rivoluzione fallita, il movimento punk riemergeva con rinnovato impeto ed abbracciava sonorità più ampie, più variegate e più eterogenee, in un miscuglio di new-wave, dark, indie rock e post-punk, che ritroviamo, oggi, – vivido e sfavillante – nella mescolanza di trame noise-pop e shoegaze del disco d’esordio della band veronese.

“Lonely//Lovely” resta impudente e sfrontato nell’animo, ma è capace di oltrepassare le convenzioni punk e muoversi, con naturalezza e maestria, tra melodie rade e dilatate di matrice dream-pop, che esplodono, all’improvviso, in nitidi e luminosi bagliori shoegazing, passando dalla irriverente frenesia dell’iniziale “Identity” alle più uggiose e palpitanti divagazioni di “Reflectie”, le quali si attaccano alle nostre inquietudini più intime, vibrano assieme alle nostre paure inconfessate e fanno sì che i loro riverberi elettrici e il sognante ritornello si tramutino nell’oscura cantilena con cui curare e cicatrizzare le nostre ferite. “Waves”, infatti, assume la leggerezza dell’aria calda, diventa sempre meno densa e in grado di sottrarsi alla forza di gravità dei nostri pensieri più contorti e materialistici, rendendoci liberi di seguire le ritmiche frementi e tamburellanti di “H.Y.E.” e di dare, finalmente, spazio a tutta la nostra fantasia, la nostra curiosità e la nostra voglia di scoprire. 

Scoperte e conoscenze, però, che non possono essere gratuite; esse implicano il confronto ed il contatto con le emozioni più buie, indecifrabili ed enigmatiche che si agitano dentro di noi; “Sonder” apre la seconda parte, più introspettiva, vorticosa e cruda dell’album, quella nella quale sensazioni diverse, spesso contrastanti, a volte più aggressive, rumorose e dirompenti, a volte più tenui, irreali ed oniriche, si alternano, anche all’interno dello stesso brano, come avviene in “Problems”, nell’itinerante ed evasiva “Closer” o nella finale “Gasers”, i cui feedback circolari anticipano, con rinnovato trasporto e più matura consapevolezza, che nulla è compromesso: le nuvole possono anche essere basse e terribilmente cariche di pioggia, ma il nostro viaggio e quello degli You, Nothing continuerà, deve continuare.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

1 Comment