giovedì, Agosto 5, 2021
Il Parco Paranoico

Eroi, ne abbiamo bisogno [Heroes, we need them playlist]

Abbiamo ancora bisogno di eroi? O ci bastano, semplicemente, le nostre bugie? Ma tutti sanno, anche i bambini, che più bugie si raccontano a noi stessi e agli altri, più diventa difficile e complicato tenere in piedi quello che, in fondo, è solamente un banale castello di carte.

Un luogo fantastico, dal quale abbiamo, innanzitutto, rimosso il dolore, le sofferenze, le imperfezioni, le malattie e quindi persino la morte, almeno finché questo dannato virus non ci ha mostrato quella che è la cruda verità. 

O meglio le tante piccole verità che investono la sfera dei rapporti sociali, affettivi, amicali, familiari e lavorativi e che tendiamo a sovvertire, fingendo di non vedere il baratro che abbiamo dinanzi a noi, continuando a dare altri nomi al richiamo delle nostre endorfine e voltandoci dall’altro lato come fa il cane ubbidiente ogni volta che incrocia lo sguardo severo del proprio padrone.

Siamo sempre pronti a giudicare la libertà altrui, ma non tolleriamo assolutamente che qualcuno giudichi la nostra, giustificando – nel nome della correttezza, dell’eguaglianza o dell’amore – qualsiasi nostro atto di possesso o egoismo, perché, ai nostri occhi, esso risulta essere meno grave del Male che sentiamo crescere attorno a noi. In pratica, visto che il mondo è un luogo così cattivo, ostile e malvagio, la nostra mediocrità diventa il male minore e perciò, di conseguenza, essa diviene normale, pacifica ed accettabile, cancellando, di fatto, ogni atto di sacrificio gratuito, cioè ogni atto di eroismo.

Gli eroi, dunque, non esistono più. Sono figure mitiche e leggendarie, che, molto probabilmente, non sono mai esistite davvero. Presto dimenticheremo il virus e tutto quello che è accaduto in quest’ultimo anno e mezzo, semplicemente perché preferiamo fingere di vivere, come già abbiamo sottolineato, in un mondo nel quale non esiste la sofferenza e gli eroi, creature che vivono soprattutto di sofferenza, in questo mondo non hanno spazio. Altrimenti, rischierebbero di rammentarci che sono proprio le esperienze più dolorose e sofferte a legarci alle altre persone, oltre che essere un canale tra il mondo della luce e quello delle ombre, tra noi e le persone che, purtroppo, ci hanno lasciato, ma che continuiamo a ricordare e, quindi, in un certo senso, a mantenere in vita dentro di noi.

Ecco perché noi ne abbiamo ancora bisogno, abbiamo bisogno di Tetsuya e del suo Grande Mazinga, di Actarus e del suo Goldrake, di Hiroshi che si trasforma in Jeeg, di Koji e del suo Mazinga Z, così come abbiamo ancora bisogno di Jeff Buckley, di Kurt Cobain, di Joe Strummer o David Bowie. Espressione delle imperfezioni, degli errori, delle malattie, delle irrazionalità, delle debolezze, delle sofferenze, che l’attuale società dell’eterna bellezza tenta, inutilmente, di cancellare, ma noi, invece, ne abbiamo un disperato bisogno; abbiamo bisogno di ascoltare le loro parole, di perderci nelle loro narrazioni sonore, persino di rivisitarle in maniera differente, che è un po’ quello che le quattro playlist paranoiche allegate a questo articolo, tentano, in fondo, di fare.

Buona lettura, dunque. Buon ascolto. E tenetevi stretti i vostri più cari eroi. Ne avete bisogno.

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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