giovedì, Agosto 5, 2021
Il Parco Paranoico

Lower Automation, Lower Automation

Mik Brigante Sanseverino Luglio 12, 2021 Dischi Nessun commento su Lower Automation, Lower Automation

Le sonorità eterogenee di “Lower Automation” fanno sì che il disco risulti essere imprevedibile; una pericolosa, ma coinvolgente ed emozionante camminata su uno strapiombo, con gli occhi fissi sui demoni che ci attendono, affamati, sul fondo; demoni resi spavaldi sia dalle nostre stesse paure, che dall’enorme carico di incombenze, appuntamenti, obblighi, doveri e divieti che la società dell’informazione pone sulle nostre spalle stanche e ricurve. 

La band americana non fa sconti a nessuno, neppure a sé stessa: le atmosfere sono crude e minacciose, in perfetta simbiosi con ciò che, in fondo, sono le nostre stesse esistenze, costantemente messe a dura prova da miti, modelli e riferimenti che ci dettano ed impongono bisogni, necessità, esigenze e stili di vita che non hanno assolutamente nulla a che fare con la nostra soddisfazione, il nostro appagamento e la nostra felicità, ma sono, semplicemente, un modo subdolo per tenerci continuamente in ansia, stretti dalla ferrea morsa nella precarietà, dei debiti, delle banche e dell’incertezza riguardo il nostro futuro e quello di coloro che ci stanno a cuore. Da ciò emergono riff viscerali e spigolosi, trame post-hardcore e noise-rock estremamente dinamiche, quasi al limite della frenesia, in un connubio di scariche elettriche, di rumorosi feedback e di bassi profondi ed irregolari che trovano, magicamente, una propria strada da seguire nel caos strumentale e nel disordine emotivo che va via, via crescendo dentro e fuori di noi.

Riusciremo a uscirne vivi? Ce lo auguriamo, ma brani come l’iniziale “6 Degrees From Phrenology”, “Paper Cuts” e “Old Sparky” assumono le sembianze di un campo di battaglia per chitarre, mentre il profumo inquieto ed amaro della rabbia aleggia indisturbato nell’aria; ne respiriamo a pieni polmoni, in attesa che una nuova isola emerga da questo torbido e oscuro oceano di intrecci mathcore, in bilico tra punk-rock e rumorismo, tra suoni di matrice industriale e la vibrante e romantica atmosfera che circonda le esibizioni di leggendarie band degli anni Novanta, su tutte i Sonic Youth, The Jesus Lizard ed i Converge: un’ottima, straordinaria ed interessante compagnia, giusto?

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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