giovedì, Agosto 5, 2021
Il Parco Paranoico

Doctrine of Misanthropy, Prayers Of Sanity

Nessuna pausa, nessuna tregua, nessuna resa, nessun tempo morto, è così che dovrebbero suonare le nostre esistenze, ma, purtroppo, siamo perennemente impantanati in una palude di obblighi, divieti, bugie, apparenze ed inutili e sofisticate alterazioni virtuali e mediatiche di quelle che, in realtà, sono giornate dominate dalla solitudine, dall’ipocrisia, dal materialismo e dalla paura.

La band portoghese fornisce quella che è la soluzione più immediata e diretta a questo mortale fardello di egoismo, individualismo, cupidigia e fallace brama di successo, che siamo costretti a trascinarci dietro per sentirci apprezzati e accettati dalla nostra così detta società dell’informazione globale e dai perversi meccanismi e modelli che ne regolano il funzionamento. La soluzione suggerita dai Prayers Of Sanity è semplicemente mandarli a farsi fottere, sollevare quel velo di falsità che impedisce di vedere e renderci, finalmente, conto di quanto marci e moribondi siano gli ideali di bellezza, di benessere e di felicità che ci vengono somministrati attraverso la rete, tentando di cancellare tutti quei momenti e quelle esperienze fondamentali per la crescita umana, come il dolore, la sofferenza, la perdita, la malattia, la vecchiaia, la morte.

In realtà, solamente accettando la loro esistenza, possiamo migliorarci, divenire più consapevoli di quello che abbiamo e quindi godere a pieno delle nostre vite. Il primo passo, per divincolarci dalla presa mortale che ci immobilizza e impedisce di respirare liberamente, è lasciare che le sonorità metalliche dei Prayers Of Sanity ci mostrino che esiste anche un orizzonte senza limitazioni, ma generoso di prospettive, di vedute, di sogni, di prospettive e di idee. Le trame trash, prog e death metal che guardano agli anni Ottanta e Novanta, tentando di recuperare contemporaneamente la vibrante intensità dell’hardcore-punk più puro e primordiale, offrono una lettura assolutamente cruda, asciutta e veritiera del nostro sciagurato presente, facendo sì che “Doctrine of Misanthropy” non sia solo una accattivante testimonianza della grandezza del recente passato, ma sia soprattutto un argine contro quest’idea omologante e tirannica di progresso. Un argine costituito da riff veloci e taglienti, da ritmiche audaci e vorticose, da bassi infernali e tremebondi, che, amalgamandosi, diventino il muro di rumorosa resistenza a quello che, in fondo, depurato dai riflettori mediatici, è uno stile di vita scandito dall’isolamento e dalla diffidenza, nel quale ogni cosa sembra debba ridursi ad uno stupido click. Pogo, headbanging, ragazzi ammassati sotto un palco, corpi che si toccano, si respingono, si attraggono che ne sarà di voi?       

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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