giovedì, Settembre 16, 2021
Il Parco Paranoico

Digital Memories From A Suspended World, Silvia Cignoli

Macchine e dispositivi elettronici, algoritmi di sintesi ed analisi, trame astrali elaborate grazie all’utilizzo dei sintetizzatori, complessi elementi artificiali che vengono piegati, uno dopo l’altro, a quella che è la volontà ed a quelle che sono le esigenze emotive e sensoriali di Silvia Cignoli, in modo tale da donare a questo silenzioso flusso di istruzioni in codice binario, nonché a questi circuiti elettrici e a queste schede di controllo, un’anima.

Un’anima che è l’espressione e la rappresentazione virtuale di quella di Silvia, l’amplificazione elettronica e strumentale dei suoi sogni, ma anche dei suoi peggiori incubi; di tutto ciò che la rassicura e di tutto ciò che la spaventa, soprattutto quando – come è accaduto durante quello che, ormai, viene definito come il primo lockdown – il mondo a cui eravamo abituati sembra sciogliersi, mutare e sfuggirci completamente di mano.  

Questo lavoro è frutto di quel preciso momento storico ed emozionale e diviene il naturale accompagnamento musicale delle immagini che costituiscono il film “Tutte a casa – memorie digitali da un mondo sospeso”, ovvero la descrizione quotidiana dell’isolamento fisico e mentale, delle ansie e delle paure, ma anche delle sorprendenti ed inattese scoperte che esso suscita e comporta. Una ricostruzione basata sull’occhio e sulle percezioni corporee e spirituali, reali e visionarie, spesso drammatiche, a volte poetiche, delle donne, mentre, nel frattempo, tutti i nostri riferimenti spaziali e temporali vengono meno, diventano fluidi ed inconsistenti, permettendo a vecchi ricordi, che, ormai, erano stati sepolti e dimenticati, di ritornare nuovamente in superficie, con tutto il loro carico di dolore e rammarico, ma anche con il loro tocco puro ed amorevole. 

L’album è intriso, di conseguenza, di una certa dose di malinconia, soprattutto nei confronti di quell’innocenza e quella ingenuità che, solitamente, caratterizzano le prime esperienze del nostro cammino esistenziale. A questi calorosi bagliori dream-pop si contrappongono, però, atmosfere più cupe e desolanti, di matrice avanguardista e post-rock, le quali, comunque, non intendono farci male, ma vogliono spronarci ad allargare i nostri consueti e ricorrenti orizzonti, ponendoci quelle domande che, normalmente, preferiamo ignorare, perché siamo troppo presi dai ritmi frenetici, ossessivi e disordinati che contraddistinguono la nostra quotidianità. Ma adesso essi hanno lasciato un enorme vuoto; un vuoto che non può restare tale, altrimenti impazziremmo, per cui esso deve essere, necessariamente, via, via riempito da nuove idee, da nuovi pensieri, da nuove speranze, da nuove sensazioni, nonché dalla riscoperta del proprio mondo, della propria emotività, delle proprie passioni, della propria umanità.

Questo mondo sospeso, dunque, non è assolutamente una condanna da espiare e nemmeno una prigione o la fine di ciò che siamo, ma rappresenta e di conseguenza deve essere vissuto come un’occasione di rinascita, di crescita e di miglioramento; è questa la strada che i dieci brani di questo disco tentano di suggerirci, ma ovviamente sarà solamente nostra la decisione finale.

La percorreremo?

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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