lunedì, Ottobre 18, 2021
Il Parco Paranoico

Somnia, Hawkwind

Mik Brigante Sanseverino Settembre 17, 2021 Dischi Nessun commento su Somnia, Hawkwind

La storia degli Hawkwind è una storia straordinaria; una storia di fermezza, costanza e vitalità, capace di resistere allo scorrere del tempo, anzi di piegarlo alle necessità del proprio rock spaziale e di proiettarci sia verso gli abissi più reconditi e misteriosi dell’universo, che di spingerci a guardare, come è avvenuto nel recente “Carnivorous”, quel buio che, invece, fagocita le nostre esistenze, ogni nostra più piccola certezza, mostrandoci, indipendentemente da quelli che sono i nostri progressi tecnici o scientifici, quanto siano fragili e indifesi i nostri involucri corporei.

“Somnia” è, invece, il viaggio in un’oscurità diversa, quella dei nostri sogni e dei nostri incubi più intimi; quella nella quale il tempo non ha più un unico senso e un’unica direzione, ma diventa curvo, obliquo, indeterminato, trasformandosi in uno scoppiettante miscuglio di ricordi passati, d’illusioni fantasiose, di sensazioni irrazionali, di percezioni fisiche, che la nostra psiche rielabora e distorce, creando così, ogni notte, un mondo assolutamente nuovo e diverso. Proprio come faceva Somnus, il dio del sonno, che, ogni notte, inviava i suoi mille figli in giro per la Terra, invitandoli ad apparire agli esseri umani sotto la forma di sogni e di incubi sempre nuovi e sempre diversi.

Gli Hawkwind sono, ovviamente, a proprio agio in questa dimensione multidimensionale ed onirica, le loro trame psichedeliche e le loro ambientazioni elettroniche possono assumere sia quelle sfumature romantiche e sognanti di matrice pop ed ambient tipiche degli anni Settanta, sia dare vita a sonorità selvagge e fameliche, intrise di bassi profondi, di chitarre urlanti, di ritmiche ossessive, bramose di nutrirsi della nostra intimità e di spingere i pensieri e i sentimenti che, solitamente, preferiamo tenere nascosti dentro di noi, ad emergere in superficie e divenire parte di questo ascolto condiviso, di questo viaggio sia individuale, che collettivo, che la band britannica riesce, come sempre, ad evocare con la propria musica. 

Non c’è solamente il sonno, con le sue mille diverse sfaccettature, alcune inquietanti e paurose, altre morbide e riflessive, ma c’è anche la bestia rabbiosa che emerge dalla sua mancanza, la disperazione di “Unsomia” consuma il nostro corpo, la nostra mente e tutto ciò che di positivo contraddistingue e rende speciali le nostre vite. Il lato malevolo di questa luna è connesso all’assenza di sonno, intesa anche come assenza di pace, di serenità, di naturale equilibrio, mentre l’altro lato, quello più benevolo, è rappresentato dalla amorevole purezza di “Alcyone”, che ha il sapore di qualcosa che eravamo certi di aver perduto e che, invece, ritorna, straordinariamente, almeno per una sola notte o magari per sempre, non è mai dato saperlo, a esser parte di noi.  

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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