mercoledì, Dicembre 1, 2021
Il Parco Paranoico

Falene, WOW

Mik Brigante Sanseverino Novembre 17, 2021 Dischi Nessun commento su Falene, WOW

Se avessimo avuto, per sempre, solamente la luna e le stelle ad illuminare le nostre notti, molto probabilmente, le falene avrebbero continuato a svolgere il semplice ruolo che la natura aveva stabilito per loro. Ed invece, le luci artificiali che abbiamo disseminato per il mondo, hanno stravolto il loro senso dell’orientamento, spingendole a seguire non più le luci salvifiche e veritiere luci del cielo notturno, bensì quelle fallaci ed ingannevoli prodotte artificialmente dall’uomo, che ha trasformato il loro volo in una danza circolare di dipendenza e di morte.

Le falene sono divenute il simbolo di tutti coloro che, dopo aver perduto la propria direzione, continuano a girare, sempre più velocemente, attorno qualcosa di abbagliante ed attraente che segnerà, purtroppo, la loro inevitabile fine. Luce ammaliante e distruttiva che potrebbe essere quella della brama di potere, di successo o di ricchezza che condiziona le nostre esistenze, ovvero di quell’infernale cane a tre teste che si nutre dei nostri comportamenti maniacali, azzannando e riducendo a brandelli ogni nostra passione, ogni nostro sogno, ogni nostra speranza. 

Abbiamo perduto la nostra anima. Come accade alle falene, non ci resta nulla di quella capacità di animare il buio ed essere l’elemento di congiunzione tra le tenebre e la luce. Fu così che, quando, durante una loro esibizione in una foresta, una falena iniziò la sua danza mortale attorno al fuoco, per poi gettarsi tra le sue fiamme accoglienti, divenne chiaro – per la band romana – che strada intraprendere per realizzare questo nuovo lavoro.

“Falene” è sia il filo di speranza che ci permette di non crollare e impazzire, sia la porta perennemente spalancata sull’abisso profondo dal quale niente e nessuno può tornare. Una condizione estrema, molto prossima a ciò che abbiamo provato durante il lockdown, nella quale la Morte è reale e tangibile, attrae a sé la Vita, le dona forza e conforto, prima di risucchiarla dentro di sé in un abbraccio eterno e fatale. Riusciremo a far sì che essa si allontani prima che tutto sia definitivamente perduto?

L’album dei WOW è pervaso da sonorità oscure e claustrofobiche, che richiamano le atmosfere di “Come La Notte”, quella trepidante e cupa bellezza posta al limite tra sogno e realtà, tra questo mondo e l’altro, in una dimensione primordiale e creativa nella quale il tempo stesso perde la sua consistenza fisica e diviene fluido. Esso è contemporaneamente futuro e passato, nulla è presente, ma tutto è già stato, tutto accadrà. I nostri sentimenti e i nostri pensieri sono in balia di un oceano pervaso da sussulti psichedelici e cinematografici, capaci di proiettarci in un mondo estraniante nel quale solo il suono, con le sue armonie, può ricordarci ciò che siamo, ciò che ci attende altrove, ciò che possiamo ancora compiere ed ottenere. Per noi stessi e per gli altri.  Ecco il messaggio salvifico che ci impedisce di lanciarci nel fuoco, mentre “Partirai” rappresenta il prezioso e confortevole tocco di leggerezza nella surreale, magnetica, vibrante notte di “Falene”, il cuore pulsante di questo lavoro, l’innocente seme di luce custodito nei torbidi e malevoli meandri delle tenebre che avvolgono la nostra precaria, esasperante e virtuale quotidianità.

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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