mercoledì, Febbraio 11, 2026
Il Parco Paranoico

Romance, Fontaines D.C.

Mik Brigante Sanseverino Agosto 29, 2024 Dischi Nessun commento su Romance, Fontaines D.C.

La prima cosa che mi è venuta in mente, ascoltando il nuovo disco della band irlandese, è che le atmosfere oscure e le trame drammatiche di “Skinty Fia” sono, oramai, solamente un prezioso ricordo. Perché i Fontaines D.C., presa coscienza del loro successo mondiale, celebrato dai loro lunghi ed estenuanti tour, hanno deciso di allontanarsi, per ora, dalla cruda e sofferta poetica della loro terra natia ed allargare il loro spettro sonoro.

Questo deve essere, necessariamente, un male o un errore? Assolutamente no, anche perché “Romance” è, comunque, un buon disco e la capacità di trasformare i propri sentimenti in versi non è andata persa, anzi è ancora intatta e, molto probabilmente, sarà ancora più efficace grazie a questo nuovo percorso musicale; un percorso che guarda anche al rock degli anni Duemila, al rock più radiofonico e, quindi, per certi versi, più appetibile per le grandi masse che affollano gli stadi e le arene del pianeta.

Ovvio che tutti coloro che si sentono a proprio agio solamente con le sonorità post-punk vibranti e spigolose dei dischi precedenti, possano rimanere delusi da questi cambiamenti, ma, a volte, cambiare è indispensabile, perché ci consente di acquisire nuove conoscenze, nuove prospettive e, soprattutto, nuove visioni della realtà e, quindi, nuovi modi di interpretare la propria musica ed esprimere i propri sentimenti e le proprie idee. Sentimenti ed idee che – e questa è la cosa più importante – i Fontaines D.C. hanno conservato; basta, infatti, lasciarsi trasportare da “Starburster” lungo quel difficile e spesso doloroso cammino alla ricerca della verità, una verità che è sovente amara, ardua da comprendere, in grado di farci impazzire, ma imprescindibile se vogliamo essere migliori, se vogliamo donare qualcosa agli altri e lasciare un segno tangibile del nostro passaggio su questa terra.

L’approccio, ovviamente, è più classico e decisamente meno combattivo e barricadiero, ma le urgenze sono sempre le stesse, l’umanità è la medesima, la sensibilità non è in vendita e il vuoto seducente, dal quale scaturiscono le loro risposte musicali, è sempre lì. Per adesso, dunque, anche se gli eroici inni post-punk del recente passato riescono meglio, a mio giudizio, ad esprimere le difficoltà relazionali, le fobie e le manie aggressive dell’uomo moderno, dobbiamo dare credito a questa svolta artistica e, magari, scopriremo, un giorno, che i Fontaines D.C. hanno trovato quel salvifico equilibrio che tutti noi speriamo di trovare, prima o poi, nella vita. L’equilibrio che, a volte, album eccezionali, come, ad esempio, “Mellon Collie And The Infinite Sadness” o “Surfer Rosa” o “Pornography”, hanno espresso musicalmente e ci hanno saputo donare, oscillando, come stanno tentando di fare i Fontaines D.C, tra la nostalgia e la tensione, l’amore e la disperazione, la fama e la voglia di ritornare, in silenzio, a casa propria e non aver più timore dei fantasmi che la abitano.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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