venerdì, Febbraio 6, 2026
Il Parco Paranoico

Lyra Pramuk @ Robot Festival, Bologna [Oratorio S.Filippo Neri] 12/10/24

Un flusso di parole, di sussurri, di vocalizzi e di armonie orali che si sbarazzano, per sempre, della loro sporca e grezza consistenza quotidiana – caotica, disordinata e materialista – troppo legata alle costruzioni artificiali della nostra epoca, alle loro apparenze formali, alle loro estetiche sotto vuoto e alle loro enormi basi di dati, per ritrovare, finalmente, quella che è un’essenza comune, pacifica e collettiva.

Un concerto, quello nella splendida cornice barocca dell’Oratorio San Filippo Neri di Bologna, che esalta la componente più eterea, mistica e minimale della musica elettronica. Pochi versi di poesia che si espandono in ampi e fantasiosi orizzonti musicali, costruendo ed intrecciando nuove trame sonore, mentre Lyra Pramuk decostruisce gli inutili compromessi richiesti dalla società dei consumi e ricostruisce quello che è il suo e il nostro prezioso inno laico; un inno per ogni essere vivente dell’universo, un inno che esprime la speranza di liberarci, un giorno, dall’ignoranza che, come vediamo quotidianamente, provoca solamente dolore, distruzione e morte.

Una voce unica che assume le sembianze di diversi e molteplici strumenti musicali, confondendoci e, allo stesso tempo, rassicurandoci; lasciandoci, da soli, dinanzi alle nostre paure più irrazionali, ma offrendoci, contemporaneamente, l’amorevole compagnia di un luminoso fiume di voci, un fiume dal quale possiamo lasciarci tranquillamente traportare, senza più alcuna preoccupazione, senza più alcuna ansia, per arrivare al mare. Il mare nel quale, tutti, ci dissolveremo, mettendo, di conseguenza, a fattor comune tutto quello che siamo stati in grado di provare, di costruire, di sognare, di trasmettere e di recepire.

L’obiettivo della performance di Lyra Pramuk è plasmare ciò che abbiamo attorno, ciò che, normalmente, diamo per scontato, come un semplice rumore, come una banale parola, come una frase concepita in un tempo ormai remoto e generare una moltitudine armoniosa di suoni analogici e digitali. Suoni che non più separabili o riconoscibili; suoni che rivendicano il diritto ad esprimere le nostre idee e le nostre passioni, senza che regimi, totalitarismi, dottrine o istituzioni, statali e religiose, tentino, in tutti i modi possibili, di reprimere e di controllare quelle che sono la nostra socialità, la nostra sensibilità, la nostra creatività, la nostra personalità o la nostra sessualità. Le trame verbali e cibernetiche, che si diffondono tra i banchi dell’oratorio, nascono, quindi, dal bisogno insito, in ciascun essere vivente, di esplorare, di conoscere, di imparare, di muoversi verso altri territori e altre dimensioni, verso altri luoghi e altri spazi, mescolando antico e moderno, musica sacra e beat techno, melodie verbali e ritmiche elettroniche, inventando e reinventando, continuamente, la nostra abbagliante umanità.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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