venerdì, Febbraio 13, 2026
Il Parco Paranoico

C’è Meno Luce per Vedere le Cose, a Paolo Benvegnù

Il tempo, purtroppo, è giunto, un tempo che non avremmo mai voluto assaporare, ma che – come ci ha amorevolmente narrato Paolo Benvegnù – ci insegnerà, di nuovo, a respirare e, dunque, a vivere, liberandoci da quegli ingannevoli codici numerici e da quelle spirali di competizione e di apparenza, dalle quali siamo stati risucchiati.

Imprigionati in una società che ammette e celebra solamente i suoi schemi, che non accetta alcun pensiero trasversale e che è convinta che, per ogni dubbio o domanda, basti fare una ricerca in rete, riducendo qualsiasi emozione e qualsiasi sentimento ad uno slogan temporaneo, riacquisteremo, finalmente, l’indecifrabilità delle nostre percezioni e delle nostre idee, dei nostri stati d’animo e di tutte le nostre salvifiche e preziose fragilità umane. E la musica di Paolo Benvegnù, il suo lascito umano ed artistico, è, senza alcun dubbio, una chiave per riaprire le porte dell’imprevedibilità, del sogno e della passione, che abbiamo, erroneamente, sbarrato.

In un mondo che, sovente, crede di essere invincibile ed immortale, questa mancanza si trasforma in un dolore travolgente, ma ci restituisce la consapevolezza di uno spazio profondo, di un fuoco inestinguibile, di una musica che continuerà ad essere scoperta e vissuta, generazione dopo generazione, facendo sì che nessuna epoca resti senza i suoi splendidi e necessari drogati d’amore. Tante volte il nostro percorso di ricerca e di bellezza ha intrecciato il suo accattivante lirismo, ed ogni volta è bastato che allungassimo la mano, affinché lui la afferrasse, rendendoci più incoscienti e, allo stesso tempo, più saggi riguardo a tutti i luoghi nei quali siamo già stati e tutti quelli che, presto, visiteremo. Quando muore un poeta, scriveva Alda Merini, riguardo alla perdita di Pier Paolo Pasolini, nel mondo c’è meno luce, ed è assolutamente vero, perché tutti noi avevamo bisogno della sua luce, del suo talento e della sua intelligenza. Ed ora che la ruota dell’esistenza ci ha privato della sua compagnia fisica, ora che vorremmo riportare il nastro al punto iniziale e riascoltare, per la prima volta, la sua musica, non possiamo fare altro che abbracciare la speranza di recuperare, in noi stessi, la traiettoria poetica perduta, utilizzando i suoi dischi e le sue canzoni come bussola umana in un mondo che si fa sempre più fosco, più cattivo e più ostile.

Ti ricorderemo sempre così, tu sul palco e noi davanti, cullati dalle tue parole.

Ciao Paolo, perché questo non è un addio, e noi ti salutiamo così, con il tuo ultimo album “E’ inutile parlare d’amore” e con altri dieci eccezionali album di artisti italiani pubblicati in questo anno appena trascorso; un anno che siamo stati solamente noi, con le nostre piccole e grandi scelte, a consegnare, ancora una volta, alla guerra e che si chiude con la tua rumorosa assenza.

“E’ Inutile Parlare D’Amore”, PAOLO BENVEGNU’
[Recensione]

“Nevermind The Tempo”, I HATE MY VILLAGE
[Recensione]

“Nistri – Panichi”, VITTORIO NISTRI & FILIPPO PANICHI
[Recensione]

“Un Segno Di Vita”, VASCO BRONDI
[Recensione]

“Realtà Aumentata”, SUBSONICA
[Recensione]

“Closer”, MARIA CHIARA ARGIRO’
[Recensione]

“Hidden”, UFOMAMMUT
[Recensione]

“Let The World Burn Down”, THE DEVILS
[Recensione]

“Il Canto Dell’Asino”, GENERIC ANIMAL
[Recensione]

“Bloom”, TIGER! SHIT! TIGER! TIGER!
[Recensione]

“Crumpled Canvas”, FRANCESCA BONO
[Recensione]

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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