mercoledì, Febbraio 11, 2026
Il Parco Paranoico

The Machine Starts To Sing EP, Porridge Radio

L’ultimo malinconico cielo, un vorticoso intreccio di nubi purpuree, che il vento tagliente e romantico dei Porridge Radio, con le sue crude atmosfere indie-rock e il suo pop ruvido, aspro, onirico e lisergico, spinge tra i nostri comodi e apparenti rituali quotidiani, oltre i nostri osceni e bellicosi giudizi sommari e la moltitudine di filtri virtuali, dei quali facciamo largo consumo, per correggere, nascondere o dimenticare qualsiasi debolezza, qualsiasi fragilità, qualsiasi ammaccattura e qualsiasi imperfezione.

Ovvero quella nuda, brutale e inesorabile verità che, invece, le melodie vocali e verbali di Dana Margolin riportano in superficie, mostrandoci tutte le ombre sinistre che abbiamo accanto, che camminano, con noi, ogni maledetto giorno, che ci sussurrano perennemente all’orecchio, che avvelenano, manipolano e confondono i nostri sentimenti e i nostri pensieri, spingendoci, sempre più, in una dimensione oscura ed atroce, mentre le ritmiche schiette ed i bassi accattivanti di questi quattro brani frustano le nostre anime deluse e rassegnate.

Anime che si fingono spensierate, felici, risolte ed appagate, ma che, in realtà, non fanno altro che odiare ed odiarsi, bruciando di una fame, di un vuoto e di un desiderio che non riusciranno mai a placare, a meno che non accettino, come ci sprona a fare la band inglese, il richiamo appassionato di un amore inesauribile. Amore che è più forte dei diavoli che governano il mondo, amore che continua imperterrito a brillare, nonostante, tutti noi, siamo consci di essere alla fine di un viaggio sonoro magico ed inebriante. Un viaggio che ci ha condotto aldilà delle macchie di un Sole malato e moribondo, aldilà di bambini addolorati ed urlanti, aldilà di uomini e donne vestiti a lutto, aldilà di ogni strisciante forma di finto buonismo, in una dimensione sensuale e selvaggia, concitata e vibrante, nella quale si respira la voglia di rivendicare di ogni spazio, di tornare a ballare la musica new wave, finalmente liberi da ogni litania e da ogni pantomima, mentre le luci del dancefloor si spengono e le ultime parole riportano indietro il braccio del giradischi.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

Comments are closed.