sabato, Dicembre 13, 2025
Il Parco Paranoico

Moisturizer, Wet Leg

Mik Brigante Sanseverino Luglio 12, 2025 Dischi Nessun commento su Moisturizer, Wet Leg

Dall’isola di Wight — luogo di maree ostinate e di venti che soffiano di traverso — le Wet Leg tornano con “Moisturizer”, un album che abbandona le sponde ruvide e sfrontate del punkeggiare giovanile per approdare su lidi più sinuosi, dove la new-wave si mescola ad un indie-rock consapevole, affilato eppure obliquo, mai accomodante, mai disponibile. Perché, sotto questo nuovo orizzonte di suoni più liquidi e di trame vocali disilluse, resta, ben saldo, il faro punk-rock che ha sempre illuminato, con luce cinerea ed intermittente, il loro percorso: una luce che non guida, ma confonde, che non consola, ma tiene svegli.

“Moisturizer” è un disco che rifugge il fascino effimero delle sirene digitali, quelle che oggi cercano di imprigionare idee, sentimenti e corpi in un’enorme stanza asettica di schermi, pulsanti, touch-screen e notifiche lampeggianti. In questa iper-realtà anestetizzante, le Wet Leg si muovono come sabotatrici, cercando di sottrarre spazio, tempo ed attenzione per riversarli in un album che è insieme rifugio e grido di battaglia. Un disco che costruisce una sua piccola zona franca, un terreno sonoro libero, spigoloso, mutevole ed eterogeneo, dove nulla si ripete e tutto sembra vibrare in una tensione continua tra dolcezza ed aggressione. Ed è proprio in questa intersezione che l’album trova la sua voce più autentica, quella dei ritornelli che alternano schiocchi velenosi e carezze trasognate, brani che passano, con disinvoltura, da acidule armonie pop a scariche di chitarre distorte, da ballate sospese a frasi scanzonate che sembrano prendere di mira, con un ghigno feroce, la morbosa macchina dello spettacolo e il suo incessante bisogno di possedere, catalogare, raccomandare, sorvegliare.

C’è qualcosa di malvagio e voyeuristico nei riflettori attuali, in quell’attenzione continua e spersonalizzante che spegne ogni tentativo di autenticità. Ma “Moisturizer” non si limita a osservare questo scempio; lo sovverte, lo deride, lo mastica e lo restituisce sotto forma di canzoni ballabili e graffianti, di melodie suadenti che si trasformano in lame nascoste. C’è un senso di fuga imminente in questi brani, un’urgenza di liberazione che si avverte sotto la pelle di ogni nota, nelle pause sospese prima dell’esplosione, nei sorrisi inquietanti che accompagnano strofe leggere solamente in apparenza. Le Wet Leg riscrivono così le regole del gioco, consapevoli di essere sia parte del circo, che sue nemiche giurate. Lo fanno con una incalzante euforia, con una potenza drammatica che sa essere tanto ironica, quanto brutale, con una preveggenza sonora capace di riconoscere, dietro ogni movenza seducente e accomodante, l’istinto predatorio di un sistema che divora tutto ciò che sfugge al suo controllo.

E allora, a questo istinto famelico, non si può che rispondere con un muro di chitarre distorte, con un ballo scomposto e liberatorio, con canzoni che — come amuleti sonori — trattengono ancora un nome, una passione, un’intenzione precisa. Dentro “Moisturizer” c’è, infatti, anche il ricordo, mai del tutto sopito, degli anni Novanta, ma anche uno sguardo vivo e dissacrante su ciò che ci accade intorno, su quel presente infetto che le Wet Leg hanno deciso di raccontare e di sbeffeggiare a modo loro, con artigli lunghi e sorrisi storti.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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