lunedì, Dicembre 15, 2025
Il Parco Paranoico

Color Fest @ Lamezia Terme, 14/8/25

Mik Brigante Sanseverino Agosto 15, 2025 Eventi Nessun commento su Color Fest @ Lamezia Terme, 14/8/25

La chiamano riviera dei tramonti non per caso. Qui, stretti tra il respiro salmastro del mare e l’abbraccio ombroso della pineta, il giorno si congeda con lentezza, incendiando l’orizzonte di sfumature di fuoco che sembrano voler trattenere ogni istante. Ci si immerge in questa luce morbida e ammaliante come in un preludio ipnotico, un ultimo incantesimo prima che il sipario cali sull’ultima notte del Color Fest — la più ruvida, la più abrasiva, quella in cui il punk-rock prende il sopravvento. È la serata del volume alto e delle distorsioni senza compromessi, dove il suono è travolgente come un’onda che non lascia il tempo di respirare.

Sul palco si alternano gli Ekkstacy, con la loro malinconia elettrica; i The Murder Capital, eredi di un’urgenza poetica e politica che scava negli interstizi più oscuri dell’anima; e gli Shame, capaci di rendere il pogo una liturgia collettiva. A tessere un contrappunto imprevisto, gli Offlaga Disco Pax portano il loro neo-sensibilismo elettronico pulsante, ipnotico e seducente, fatto di parole capaci di evocare un mondo che non esiste più — un mondo ingenuo e romantico, dove il tempo scorreva più lentamente e i sogni avevano il coraggio di mostrarsi così com’erano, in piena luce. Intanto, però, sopra di noi, si addensano nubi gonfie di arroganza bellicosa, come a ricordare che anche la musica, oggi, deve avere un ruolo e un significato attivo.

L’energia punk di questa notte arriva diretta, senza filtri, né compromessi: ti attraversa, ti scuote, ti costringe a vivere ogni nota come un colpo al petto. È un’energia che si nutre di feedback e di ritmiche esplosive, un’energia che fa vibrare il terreno e spinge i corpi a cercarsi nel pogo, a ritrovare un contatto fisico che, in un’epoca di pixel, di like e di connessioni invisibili, sembra quasi un gesto rivoluzionario.

I The Murder Capital sono ormai una macchina sonora perfetta, ma mai addomesticata: un equilibrio di post-punk e dark-rock che rifiuta la patina rassicurante del perbenismo di facciata. La loro musica non si piega a un presente disimpegnato e a rischio zero: preferisce, invece, stare dalla parte degli oppressi, degli umili, dei marginalizzati, degli sconfitti. Di quelli che non hanno bisogno di sorrisi finti per sopravvivere. Non vendono saldi del cuore, non cercano acquirenti di emozioni sciocche e scontate, ma preferiscono colpire dritto, e lasciare che il pubblico senta ogni colpo come un ritorno alla propria umanità.

Poi arrivano gli Shame, e il loro live spazza via le divisioni, le rigidità sentimentali di questi tempi asciutti e sterili. La loro musica è un rito catartico; ci trascina in una dimensione sospesa dove il futuro smette di essere una minaccia o una promessa. Qui, nella vibrazione collettiva di una folla che salta e che canta, il futuro si scioglie nel presente: non esiste più un “dopo” o un “prima”. Esiste soltanto questo istante — audace, magico, irripetibile — in cui siamo vivi e siamo uniti, senza più paura.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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