Non sorprende che il nuovo album dei Deftones sia intriso di anni Novanta, un decennio che, oggi, viene, spesso, guardato con nostalgia e con romanticismo, considerato l’apice di un’epoca di consapevolezza, di coraggio e di riappropriazione dei propri spazi — spazi che, forse, avremmo dovuto proteggere e custodire con maggiore cura.
“Private Music” è metallico, potente, massiccio, eppure è capace di riconnetterci con quell’innocenza senza rimanerne intrappolato. L’emotività, lo sguardo e la ricerca sono, infatti, proiettati ai nostri tempi, ad un’epoca in cui i sogni sembrano non avere più spazio, dove gli orizzonti rumorosi e il desiderio fanciullesco di armonizzare tempeste sonore con passaggi melodici più vibranti sono considerati un lusso raro. Il tempo, adesso, non ci appartiene più: lo subiamo, lo
inseguiamo, ne siamo succubi, mentre veniamo risucchiati in schemi esistenziali, emotivi e sociali imposti da forze esterne, amplificando, purtroppo, quotidianamente, quelle che sono la nostra aggressività, la nostra frustrazione e la nostra rabbia.
Ed è proprio a queste emozioni negative che la band offre uno sfogo musicale totale. “Private Music” ci lascia indugiare sui dettagli più sfuggenti, ascoltare quello che viene celato nei silenzi, ritrovare la nostra dimensione più personale e privata — una dimensione indispensabile per rapportarci, al meglio, con gli altri e con il mondo esterno. Ma proprio questa dimensione sembra minacciata dai nuovi padroni del pianeta, i quali vogliono rinchiuderci in un’esistenza virtuale, marginale, estraniante, insensibile e permeata solamente di paura e di terrore.
In questo contesto, il disco si agita e si muove con forza e determinazione: il groove caustico e ammaliante si mescola a parti verbali rap e a esplosioni cibernetiche dal sapore punk, aprendo, al contempo, prospettive ipnotiche ed alternative rock. I Deftones cercano una metafora, un’atmosfera, una parola preziosa, un passaggio amorevole che possano, davvero, rassicurarci e, come accadde allora, renderci più consapevoli, più coraggiosi, più decisi nel rivendicare ciò che ci appartiene individualmente e collettivamente.




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