domenica, Aprile 12, 2026
Il Parco Paranoico

Private Music, Deftones

Mik Brigante Sanseverino Settembre 1, 2025 Dischi Nessun commento su Private Music, Deftones

Non sorprende che il nuovo album dei Deftones sia intriso di anni Novanta, un decennio che, oggi, viene, spesso, guardato con nostalgia e con romanticismo, considerato l’apice di un’epoca di consapevolezza, di coraggio e di riappropriazione dei propri spazi — spazi che, forse, avremmo dovuto proteggere e custodire con maggiore cura.

“Private Music” è metallico, potente, massiccio, eppure è capace di riconnetterci con quell’innocenza senza rimanerne intrappolato. L’emotività, lo sguardo e la ricerca sono, infatti, proiettati ai nostri tempi, ad un’epoca in cui i sogni sembrano non avere più spazio, dove gli orizzonti rumorosi e il desiderio fanciullesco di armonizzare tempeste sonore con passaggi melodici più vibranti sono considerati un lusso raro. Il tempo, adesso, non ci appartiene più: lo subiamo, lo inseguiamo, ne siamo succubi, mentre veniamo risucchiati in schemi esistenziali, emotivi e sociali imposti da forze esterne, amplificando, purtroppo, quotidianamente, quelle che sono la nostra aggressività, la nostra frustrazione e la nostra rabbia.

Ed è proprio a queste emozioni negative che la band offre uno sfogo musicale totale. “Private Music” ci lascia indugiare sui dettagli più sfuggenti, ascoltare quello che viene celato nei silenzi, ritrovare la nostra dimensione più personale e privata — una dimensione indispensabile per rapportarci, al meglio, con gli altri e con il mondo esterno. Ma proprio questa dimensione sembra minacciata dai nuovi padroni del pianeta, i quali vogliono rinchiuderci in un’esistenza virtuale, marginale, estraniante, insensibile e permeata solamente di paura e di terrore.

In questo contesto, il disco si agita e si muove con forza e determinazione: il groove caustico e ammaliante si mescola a parti verbali rap e a esplosioni cibernetiche dal sapore punk, aprendo, al contempo, prospettive ipnotiche ed alternative rock. I Deftones cercano una metafora, un’atmosfera, una parola preziosa, un passaggio amorevole che possano, davvero, rassicurarci e, come accadde allora, renderci più consapevoli, più coraggiosi, più decisi nel rivendicare ciò che ci appartiene individualmente e collettivamente.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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