“Pareti” è un viaggio attraverso una dimensione parallela, dove esperienze, esplorazioni e essenze si intrecciano in un’unica, avvolgente realtà sonora ed umana.
Non solo quella del duo Orange And Mountains, ma anche la nostra, perché quest’album rappresenta il passaggio da una quotidianità, spesso superficiale, tossica ed oppressiva, fatta di conflitti e di frenesia, verso un’isola di pace, armonia ed equilibrio. Un passaggio che risuona, in noi, come il momento in cui ci appartiamo, spezzando la monotonia urbana e recuperando, nel silenzio, il contatto con la natura, con il cielo, con l’aria, con l’acqua, con le montagne. Un ritorno agli elementi primordiali che, da sempre, hanno permesso a questo piccolo pianeta di custodire la vita.
Le trame ambientali di “Pareti” sono la colonna sonora di questo attraversamento e di questa ricerca: un percorso elettronico che si fa dilatato, introspettivo, ma anche universale. Un cammino che, pur partendo da un’introspezione personale, diventa cammino collettivo. È un’onda che, senza mai essere invadente, spinge al recupero di un’individualità perduta, di un’identità
che stava cercando di riemergere dall’abisso dell’omologazione. Allo stesso tempo, però, l’album suggerisce il bisogno di una casa comune, di un luogo dove i vuoti vengano riempiti e le assenze trasformate in presenza: sentimenti veri, parole vere, suoni veri che possano penetrare nei corpi dormienti e li riportarli alla luce, al calore, alla conoscenza.
Le montagne, nella loro forma imponente, ma rassicurante, segnano il nostro percorso, fanno da contorno alle riflessioni personali, alle nostalgie che ci consumano e ci corrodono. In questo paesaggio sonoro, le pareti non sono più quelle rigide, statiche e fredde che ci imprigionavano, ma diventano morbide, sfuggenti, osmotiche, lievi, proprio come il confine di un sogno, che, però, è anche il primo passo verso il recupero del nostro tempo, dei nostri spazi, dei nostri legami.
La musica di Orange And Mountains evolve in ambientazioni parallele che richiamano ritmiche pulsanti di matrice post-rock, sempre aperte sia a contaminazioni elettroniche futuriste, che ad un’avanguardia che, in certi momenti, assorbe e riecheggia narrazioni di un passato più classico. Il tutto si fonde in un’armonia che non è mai immobile, ma continua a fluire, a mescolarsi, a rispondere alla paura con sonorità che sanno come abbracciare, come accogliere e come restituire.
“Pareti” è così un album che non solo esplora il confine tra il mondo e la natura, tra il caos della vita quotidiana e la pace dell’interiorità, ma lo fa attraverso un linguaggio che è intimo e universale, delicato e potente. Un’opera che ci ricorda che, forse, la vera ricerca della nostra anima non si trova nel rifiuto della realtà, ma nel suo trasformarla in suono, in emozione, in una nuova percezione del mondo che ci circonda.


























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