venerdì, Gennaio 23, 2026
Il Parco Paranoico

Been Undone (Dark-Side Mix), Peter Gabriel [single]

“O/I”, il prossimo lavoro di Peter Gabriel, non guarda dentro: guarda fuori. Verso l’esterno, verso l’universo intero. È un movimento centrifugo, quasi cosmologico, che si sviluppa ad ogni nuova luna, come una lenta ed ostinata esplorazione di sentieri possibili: alcuni evidenti, quasi inevitabili, altri tortuosi, impervi, ancora privi di una mappa. Sono le strade attraverso cui la nostra intimità, il nostro io, il nostro fragile e ostinato essere umani tenta di relazionarsi con ciò che sta oltre: il mondo e gli altri, le città e i paesi, la natura e il cielo, le stelle e le loro leggi silenziose.

Quando, a fine anno, il progetto sarà finalmente compiuto, “O/I” si offrirà come una visione d’insieme, una sorta di atlante emotivo e concettuale in cui convivono i lati oscuri – “Dark Side” – e quelli luminosi – “Bright Side” – di questa fase storica. Peter Gabriel non promette risposte semplici, né consolazioni facili: ci invita, piuttosto, a sostare davanti a uno specchio, a osservare ciò che emerge quando la luce e l’ombra si alternano senza chiedere il permesso, dischiudendosi davanti a menti stanche, assuefatte, progressivamente omologate.

Siamo immersi in una svolta epocale. Non ne siamo spettatori, ma attori, spesso inconsapevoli. Partecipiamo ad un processo di trasformazione e metamorfosi che fatichiamo a comprendere, anche perché veniamo, costantemente, distratti: risucchiati da urgenze materiali, da rituali mondani, da emergenze continue, da eventi drammatici che mettono a rischio la nostra stessa sopravvivenza. Ma questa distrazione permanente non è casuale. È uno degli strumenti attraverso cui l’attuale sistema di potere tenta di controllare e di indirizzare il cambiamento, assicurandosi un ruolo dominante anche nel futuro che verrà. Le guerre, i conflitti sempre più diffusi, le tensioni geopolitiche non sono anomalie, ma sono parte integrante del disegno.

Eppure, nonostante l’enorme potenza di fuoco, le risorse economiche smisurate, le macchine da guerra, le interferenze mediatiche, la produzione industriale di menzogne e di falsità, il futuro resta indomabile. È sfuggente, caotico, imprevedibile. Estraneo ai missili e alle bombe, ai flussi finanziari, alle fibre ottiche, ai radar, ai satelliti. Il futuro non obbedisce a nessuna logica del controllo.

Il futuro abita nelle eliche del DNA umano, nelle leggi invisibili della fisica, nei meandri oscuri delle galassie, nelle evoluzioni lente e inesorabili della natura. Mentre il rumore del presente tenta di sovrastare tutto, nuove creature iniziano a respirare, nuovi legami si formano, nuove energie emergono e prendono il sopravvento, spesso lontano dai riflettori.

È qui che l’elettronica e l’informatica, nel racconto di Peter Gabriel, diventano più di semplici strumenti: si trasformano in segni, in soglie, in linguaggi, in emozioni. L’intelligenza artificiale, l’informatica quantistica, le interfacce uomo-macchina e i tentativi di connessione neuronale tra esseri umani e calcolatori non sono solo avanzamenti tecnologici e scientifici. Sono lo specchio nel quale saremo costretti a guardarci. E la domanda non è tecnica, ma profondamente esistenziale: cosa vedremo riflesso? Avremo il coraggio di accettarlo? Sapremo comprenderlo? O tenteremo, ancora una volta, di respingerlo e di combatterlo?

Forse ciò che emergerà da quello specchio ci costringerà ad ammettere una verità scomoda: non siamo indipendenti, non siamo realmente autonomi. Siamo parte di qualcosa di immensamente più grande e profondo, qualcosa che non ci appartiene, che non ci è mai stato consegnato come proprietà. Ne siamo una componente attiva, ma non i padroni. Non potremo mai controllarlo del tutto, per quanto ci affanniamo, ci azzanniamo, ci odiamo, ci uccidiamo.

“O/I”, dunque, sembra suggerirci proprio questo: siamo una parte del tutto, ma non il tutto. E forse, solo accettando questa nostra limitazione, potremo iniziare ad immaginare un futuro che non sia soltanto una replica, più sofisticata, delle nostre attuali ossessioni di potere.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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