venerdì, Gennaio 23, 2026
Il Parco Paranoico

Boiled Alive, DIIV

Mik Brigante Sanseverino Gennaio 5, 2026 Dischi Nessun commento su Boiled Alive, DIIV

I DIIV pubblicano “Boiled Alive”, la versione dal vivo di “Frog in Boiling Water”: non un semplice live album, ma un progetto più complesso e stratificato, che è, allo stesso tempo, disco, film-concerto e manifesto. Registrato al Teragram Ballroom di Los Angeles, “Boiled Alive” ripropone, integralmente, le canzoni dell’ultimo lavoro in studio, trasformandole in un’esperienza fisica, collettiva, quasi rituale.

È innanzitutto una testimonianza potente dell’energia della band sul palco: i brani prendono corpo, si dilatano, respirano in modo diverso, come se avessero bisogno del sudore, del rumore e dell’imperfezione del live per completare, davvero, il loro senso. Ma è anche un’opera visiva, plasmata dallo sguardo del regista Jaxon Whittington, che accompagna la musica senza sovrastarla, amplificandone l’ipnosi e la tensione sotterranea. Le immagini non illustrano, ma si insinuano, scavano, rendono ancora più evidente la sensazione di essere immersi in qualcosa che ci avvolge lentamente, senza che ce ne accorgiamo, senza che proviamo a resistere.

“Boiled Alive” rappresenta così un ulteriore passo – vibrante, coinvolgente, sorprendentemente accessibile e allo stesso tempo sperimentale – nella condivisione del concetto che sta alla base di “Frog in Boiling Water”. Un’idea semplice e terribile: la nostra società, e con essa noi stessi, si sta disintegrando e dissolvendo lentamente, in modo graduale, quasi impercettibile, ma inesorabile. Come la rana nell’acqua che si scalda poco a poco, noi non ci accorgiamo del pericolo finché è troppo tardi.

C’è chi pensa di poter trarre vantaggio da questo processo: accumulare ricchezza, amplificare potere e influenza, rafforzare la propria posizione. E forse, nel breve o nel medio periodo, può, persino, funzionare. Ma il punto, che i DIIV rendono dolorosamente chiaro, è che, alla fine, verremo bolliti tutti. Anche quelli che si credono intoccabili, inviolabili, al riparo da qualsiasi conseguenza. Nessuno è davvero fuori dalla pentola.

Nel frattempo, continuiamo a inocularci le nostre dosi quotidiane di menzogne: miti virtuali, narrazioni rassicuranti, promesse di sicurezza e successo individuale, isolamento elevato a stile di vita, disprezzo verso chiunque provi a scuoterci dal torpore. Chi tenta di risvegliarci viene percepito come una minaccia, perché ci ricorda quanto sia falsa la bolla, tiepida e confortevole, in cui ci siamo rintanati. Nessuno prova più a uscirne. Nessuno tenta davvero di infrangere quelle pareti lisce sulle quali scorrono immagini perfette, irreali, esteticamente impeccabili. Immagini che ci convincono di vivere nel miglior mondo possibile: il più sicuro, il più pacifico, il più libero, il più giusto. Finché, quando ormai sarà troppo tardi, ci accorgeremo di aver rinunciato a ogni diritto civile, di aver lasciato spazio a individui violenti e razzisti per costruire un’economia iniqua fondata sullo sfruttamento dei più deboli.

Ci ritroveremo schiacciati da rate e tassi di interesse, profondamente soli, senza futuro e senza prospettive, privi di uno stato sociale capace di garantire ciò che dovrebbe essere ovvio: la salute, la casa, il lavoro, l’istruzione. L’acqua che ci circondava era così piacevole, così tiepida. Un ultimo abbraccio amorevole che ci ha spinti verso il rilassamento, verso l’abbandono degli ideali e dei sogni, verso la rinuncia ai diritti e alla conoscenza, verso l’accettazione di qualsiasi menzogna ci venisse somministrata.

Quel tepore si è trasformato lentamente in coma sociale. E da lì siamo arrivati alla resa, alla disumanità, all’indifferenza, all’insensibilità. “Boiled Alive” non offre soluzioni, né vie di fuga, ma ci costringe, semplicemente, a guardare in faccia il mondo brutale, ostile e rabbioso che abbiamo normalizzato. Un mondo che oggi chiamiamo realtà. E che rischia di essere, senza nemmeno accorgercene, la nostra tomba.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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