mercoledì, Marzo 11, 2026
Il Parco Paranoico

Normal Isn’t, Puscifer

Mik Brigante Sanseverino Febbraio 5, 2026 Dischi Nessun commento su Normal Isn’t, Puscifer

“Normal Isn’t” è una discesa controllata — e lucidissima — nei territori del disfacimento umano. Un viaggio che non cerca salvezza, né redenzione, ma pretende di guardare dritto negli occhi ciò che siamo diventati. Qui l’attitudine punk non esplode più come rabbia frontale, ma si fa buio, diventa tormento industriale, riverbero gothic-rock, elettronica tagliente, viscerale e veemente. Una materia sonora ruvida, tossica, che ci sbatte addosso l’immagine più scomoda di tutte: la nostra pavida esistenza sotto il giogo di vecchi, spietati, folli criminali che continuano a governare il mondo come fosse un esperimento fallito.

Il punto più inquietante, però, non è il potere in sé. È la nostra resa. Non resistiamo, non ci opponiamo, non ci ribelliamo. Preferiamo una capitolazione comoda, anestetizzata, confortevole. Occhi chiusi, bocche cucite, sguardi incollati agli schermi: macchine che osservano altre macchine, mentre l’umano si ritira, inevitabilmente, dalla scena. “Normal Isn’t” diventa così la colonna sonora di un collasso accettato, interiorizzato, normalizzato.

La visione è chiarissima anche nelle parole di Maynard James Keenan, quando descrive la traiettoria emotiva e sonora del disco: i Fleetwood Mac, sotto l’effetto della cocaina, che hanno un figlio con PJ Harvey. Una metafora potentissima. Ciò che un tempo era melodia, armonia, visione luminosa della vita e della musica viene intossicato, corroso, avvelenato dalla modernità. Eppure, proprio dentro questo grembo malato, nasce una poesia nuova: una creatura di morte che pretende di cantare la vita, di tornare alle sue pulsazioni primarie, al sangue che scorre nelle vene e nelle arterie — nonostante queste siano continuamente ostruite da sopraffazione, crudeltà, pazzia, guerra, annientamento.

“Normal Isn’t” racconta una corruzione dorata, rivenduta come normalità, come giustizia, come valore condiviso. È un disco che, nella sua teatralità feroce, sembra volerci mostrare un cerchio antico — quello dell’esistenza e della natura — ormai spezzato, contorto, disperato. Campionamenti e synth riempiono un vuoto di antimateria pronto a esplodere, spingendoci verso i confini dell’illusione, là dove i raggi gamma, finalmente, illumineranno il vero volto del potere: stupido, isterico, innaturale, infantile nella sua sete di controllo. L’album genera un fuoco coerente e costante. Ingurgita la paura, la trasforma, la utilizza come carburante per spingerci verso la conoscenza e la realtà. È aggressivo, sinistro, a tratti maniacale, perché non vuole piacere, né consolare: vuole dipingere ciò che siamo, ciò che respiriamo, ciò di cui ci nutriamo ogni giorno. Ma, nel farlo, non perde mai del tutto la tensione verso la scoperta. La voglia di guardare sotto le maschere, di infilarsi negli angoli bui, di forzare le porte dei luoghi dove l’accesso ci viene, sistematicamente, negato.

“Normal Isn’t” non ha risposte, né vie di fuga. È un atto di esposizione brutale. Un disco che rifiuta l’idea stessa di normalità e la smonta pezzo dopo pezzo, lasciandoci davanti a una domanda che brucia più di qualsiasi distorsione: quanto a lungo siamo disposti a chiamare “normale” ciò che ci sta distruggendo?

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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