martedì, Luglio 21, 2026
Il Parco Paranoico

People Of The Moon, Nu Genea

Mik Brigante Sanseverino Maggio 2, 2026 Dischi Nessun commento su People Of The Moon, Nu Genea

Il nuovo lavoro dei Nu Genea, “People Of The Moon”, sembra nascere in uno spazio in cui le coordinate abituali smettono di avere senso. Non c’è mercato che tenga, non c’è algoritmo che possa suggerire una direzione, qui si suona per necessità, per urgenza, per quella forma rara di libertà che coincide con la spontaneità più autentica. I Nu Genea non inseguono, non rincorrono, non si adattano. Al contrario, si sottraggono. E in questa sottrazione trovano una nuova espansione: una dimensione suadente e ritmica che non rinuncia mai alla riflessione, un movimento che è danza, ma anche contemplazione, corpo e pensiero, terra e luna insieme.

Il loro sguardo si fa, allora, orbitale. Non più radicato in una geografia precisa, ma capace di attraversarle tutte. Non importa se un luogo viene celebrato come paradiso fuori dagli schemi o condannato come il prodotto di politiche miopi, empie e voraci: ciò che resta è il gesto musicale, l’amore per la propria terra, la possibilità di trasformare ogni latitudine in ritmo, ogni longitudine in vibrazione. C’è qualcosa di profondamente libero in questo approccio, qualcosa che ricorda un dj innamorato dei propri vinili. Nessuna gerarchia, nessuna etichetta, nessun pregiudizio, nessuna cronologia imposta: solamente dischi che dialogano magicamente tra loro, che si cercano, che si infiammano a vicenda. Il tempo si spezza, lo spazio si dilata, e ciò che rimane è l’intensità del suono, quella scintilla primitiva che ti costringe a muoverti, a ballare, a lasciarti attraversare.

E allora prende forma una nuova Torre di Babele. Ma qui il mito biblico si ribalta: le lingue non dividono, non confondono, non si odiano, non si disprezzano. Al contrario, costruiscono. Le parole napoletane si intrecciano con l’arabo, il portoghese, lo spagnolo o l’inglese, generando un lessico emotivo che non ha bisogno di traduzioni. Ogni accento diventa ritmo, ogni inflessione una possibilità. Non c’è frattura, ma una fusione viva, pulsante, audace. In questo paesaggio sonoro, i Nu Genea si muovono come esploratori instancabili. Viaggiatori della notte, uomini della luna che osservano il mondo da una distanza sufficiente per amarlo senza possederlo. La loro bussola è fatta di funk e afrobeat, di tradizione partenopea e suggestioni caraibiche, di suoni analogici che profumano di passato e intuizioni meticce che parlano al futuro.

È una metropoli immaginaria quella che costruiscono: asimmetrica, contaminata, profondamente umana. Un luogo dove la curiosità è più forte della paura, dove la mescolanza non è una minaccia, ma una promessa, dove la musica diventa lingua comune e rifugio condiviso. “People Of The Moon” è una traiettoria politica. Un invito a osservare da lontano per vedere più vicino. Un gesto pacifico, cosmopolita, radicalmente spontaneo.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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